Abusi, in arrivo l’interrogatorio del 15enne
Il coach indagato agli arresti domiciliari da un parente: per il gip non può vivere con i figli minorenni
REGGIO EMILIA. Dovrebbe tenersi a breve l’interrogatorio – in forma “protetta”, cioè con l’ausilio di uno psicologo – del 15enne che accusa il suo ex allenatore di basket di atti pedofili.
E’ un passaggio-chiave dell’inchiesta del pm Maria Rita Pantani (che coordina gli accertamenti della polizia) e l’interrogatorio avverrà nella forma tecnica dell’incidente probatorio (ciò significa che quanto verrà verbalizzato potrà essere utilizzato, come prova, nel processo).
Nella ricostruzione fatta da chi indaga sono tre gli episodi (nell'arco di 4 mesi) in cui sarebbero avvenuti gli atti pedofili nel solaio-ufficio e un rilievo importante viene dato alla decina di film porno che per gli investigatori il tecnico avrebbe mostrato al 15enne (quando in casa non c'era nessuno) per eccitarlo ed arrivare ai palpeggiamenti.
Un passaggio-chiave dell'inchiesta negato, però, dall'allenatore: li ha indicati come vecchi dvd, registrati in forma artigianale ed ancora sigillati, di cui a malapena ricordava l'esistenza.
Il coach ritiene di essere vittima sia del ragazzino, sia della madre del 15enne, motivando il tutto in un mix di vendetta-gelosia. Dice che la donna gli aveva chiesto di star vicino al figlio (in difficoltà a scuola ma anche in palestra), da qui gli inviti a casa del tecnico per pranzare e fare i compiti nel solaio-ufficio.
Poi - sempre secondo il coach - la madre si sarebbe sentita scavalcata nelle sue funzioni, mentre il 15enne si sarebbe vendicato con l'allenatore perché lo riprendeva per lo scarso rendimento scolastico e cestistico. Queste le due posizioni che si contrappongono, ma nel frattempo è stata nuovamente modificata la misura restrittiva nei confronti del coach di 45 anni: gli arresti domiciliari sono stati “spostati” dalla casa familiare all’abitazione di un parente. L’ha richiesto ed ottenuto il pm Pantani dal gip sulla base di alcune novità investigative che farebbero riferimento agli accertamenti fatti sul computer dell’allenatore (il pc era stato sequestrato in una delle perquisizioni fatte dal momento dell’arresto).
Il gip – alla luce di questi nuovi elementi – avrebbe ritenuto necessario togliere l’indagato dalla casa di famiglia in cui vi risiedono anche i due figli minorenni.
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