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Camusso all’attacco «Serve una vera ripresa»

Camusso all’attacco «Serve una vera ripresa»

GATTATICO. Disoccupazione, elezioni regionali, astensionismo. Sono alcuni dei temi affrontati ieri mattina dalla segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha trascorso il 69esimo...

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GATTATICO. Disoccupazione, elezioni regionali, astensionismo. Sono alcuni dei temi affrontati ieri mattina dalla segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha trascorso il 69esimo anniversario della nascita della Repubblica al museo Cervi di Gattatico. Nell’occasione, la segretaria Cgil non ha mancato di commentare i dati sulla disoccupazione diffusi da Bankitalia, non risparmiando frecciate negative sull’operato del governo e sulle politiche del lavoro.

«Non vorrei che anche la Banca d’Italia venisse definita gufo», ha affermato il segretario generale della Cgil, replicando a chi le ha chiesto un commento sul mancato calo dei disoccupati. Un allarme lanciato dalla Banca d’Italia nella relazione annuale dello scorso 26 maggio, nella quale sono sottolineati «i nuovi picchi» del tasso di disoccupazione, al 12,7% della popolazione ed al 42,7% tra i giovani con meno di 25 anni, con «il livello più alto dal 1977, primo anno di disponibilità dei dati».

Fra le considerazioni, anche l’avvertimento che «tra il 2008 e il 2014 il numero dei disoccupati è pressoché raddoppiato, passando da poco meno di 1,7 milioni a circa 3,2 milioni». Parlando al museo Cervi, Camusso ha osservato che «non si può parlare di vera ripresa se non cambiano i numeri dell’occupazione e non si cambiano i numeri se non decidendo una politica di investimenti pubblici e privati».

Quanto alla proposta di dialogo giunta dal segretario Cisl, Annamaria Furlan, Camusso si è limitata a replicare che «le resistenze su questo tema noi non le abbiamo mai avute, mi pare che sia il Governo ad avere allergie a discutere con chiunque, a partire dal tema della scuola». Sul fronte elettorale, invece, per la segretaria Cgil l’astensione al voto delle Regionali «è preoccupante perché quando non ci si sente partecipi del destino del Paese, vuol dire che le lacerazioni sono molto profonde». «D’altra parte – ha aggiunto – credo che i segnali di una massiccia disaffezione al voto ci fossero e che sia stato sbagliato non raccoglierli, dando l'impressione che contasse solo prendere più voti degli avversari, anche con una base elettorale minima».

Nel pomeriggio, la visita alla festa nazionale Anpi, in programma a Carpi: «La Festa della Repubblica ci riporta alla nascita della democrazia nel nostro Paese, e ci permette di tornare a parlare di Costituzione e dei grandi valori della partecipazione e della libertà. La nostra è un'epoca che in nome della modernità tende a prediligere la velocità dell'azione al pensiero. A questo bisogna rispondere che la Costituzione è nata in un momento di unità e di profonda riflessione».

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