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Ammanchi: centoventi condòmini contro l’amministratore

di Tiziano Soresina
Ammanchi: centoventi condòmini contro l’amministratore

I residenti in un maxi palazzo l’accusano di appropriazione indebita e falso «Sparite le rate pagate in contanti e i soldi per danni assicurati ma mai riparati»

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REGGIO EMILIA. Una voragine all’insegna dell’illegalità che ha inghiottito fior di quattrini, beffando centinaia di persone. E’ quanto in procura stanno toccando con mano dall’ottobre scorso, cioè da quando è emersa pubblicamente la vicenda dell’amministratrice di condominio Gabriella Ferretti contro cui puntano il dito i residenti in otto palazzine di Reggio.

Da allora si sono “svegliati” in molti e sono fioccate fior di denunce, dando il via a indagini puntate anche su altri più o meno noti professionisti del settore.

Ed ora in questo “ribollire” di bilanci condominiali che proprio non tornano s’inserisce la rabbia di 120 persone che vivono in un supercondominio – formato da quattro palazzine – della zona di Santa Croce.

Rabbia che si è tradotta in una denuncia contro l’amministratore reggiano della maxi struttura, ipotizzando due reati: appropriazione indebita e falso.

Questo piccolo “esercito” di condomini è tutelato dall’avvocato Ernesto D’Andrea e dai controlli fatti ( i primi sospetti a chi vive lì sono sorti con l’arrivo della richiesta di pagamento di rate che ritenevano già saldate) sarebbero due i versanti che “puzzano” d’illecito.

In primo luogo le rate pagate in contanti da una bella fetta di residenti (a fronte di ricevute rilasciate dal professionista, ma quei soldi non sarebbero mai stati versati sui conti condominiali) e in seconda battuta i danni subiti da alcuni appartamenti (per esempio per delle infiltrazioni d’acqua che hanno richiesto il ripristino di intonaco e tinteggio) poi pagati dall’assicurazione ma anche quei quattrini sarebbero spariti e i danni melanconicamente mai riparati.

Chi indaga su quest’ultimo versante, sta valutando non solo l’operato dell’amministratore di condominio, ma anche come su quei danni si fossero “mossi” gli artigiani chiamati in causa per le riparazioni.

Vi sono dei documenti su quei lavori di riparazione ai danni?

Nella denuncia presentata c’è, quindi, davvero tanta carne al fuoco – i condomini prima di arrivare alle carte bollate si sono calati più volte nei panni di veri e propri detective – e il titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Isabella Chiesi. Accertamenti che da quanto “filtra” sarebbero già a buon punto.

«La procura deve fare chiarezza – commenta l’avvocato D’Andrea che sta seguendo, in città e in provincia, le vicissitudini di diversi palazzi in odore di atti illegali subiti da chi vi risiede – perché bisogna far venir fuori le mele marce. A fronte di tanti bravi amministratori di condominio che lavorano onestamente, vi sono alcuni che si sono macchiati di gravi reati, abusando della buona fede delle persone ignare di quanto si stava macchinando alle loro spalle. E c’è gente beffata – conclude con una punta d’amarezza l’avvocato D’Andrea – che fatica ad arrivare a fine mese...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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