Delitto in Polonia, Fermo Manzotti condannato a 25 anni
Per l'omicidio di Teresa Misa il tribunale non riconosce l’aggravante della crudeltà ma pone la condizione che debba scontare almeno 20 anni di carcere
SCANDIANO. A meno di un anno di distanza da quel tragico giorno in cui uccise la moglie a coltellate davanti al figlioletto di 4 anni, è arrivata la sentenza nei confronti di Fermo Manzotti. Il 48enne di Scandiano, che il 18 giugno dell’anno scorso infierì contro la moglie polacca 32enne, Teresa Misa, arrivando quasi a staccarle la testa con oltre 30 coltellate, è stato condannato ieri dal tribunale di Tarnbrzeg, a 25 anni di carcere con la condizione che qualsiasi eventuale liberazione anticipata non possa avvenire prima di aver scontato 20 anni di pena (di solito, per la legge polacca, lo sconto di pena può essere richiesto dopo almeno la metà della pena trascorsa in carcere, che in questo caso sarebbe stata di 12 anni e mezzo).
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Non è stata riconosciuta, quindi, l’aggravante dell’omicidio “con particolare efferatezza” (che corrisponde al concetto di crudeltà in Italia) ma la “condizione” che Fermo Manzotti debba scontare almeno 20 anni prima di poter usufruire di eventuali sconti di pena, rende la sentenza particolarmente pesante se confrontata ad analoghe condanne in Italia (per esempio i casi Parolisi o Ivan Forte) anche se i giudici non hanno accolto la richiesta della condanna all’ergastolo che era stata avanzata nella sua arringa dal pubblico ministero.
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