Doppio furto nelle scuole di Arceto. Rubati pc, Lim e proiettori
ladri colpiscono prima alle medie e poi alle elementari. Spariti importanti strumenti didattici, spesso acquistati con raccolte fondi
SCANDIANO (REGGIO EMILIA). Furti nelle scuole di Arceto, con computer, proiettori e lavagne multimediali spariti nella notte. C’è una forte similitudine fra le due effrazioni compiute alla scuola elementare e alla scuola media di Arceto, entrambe parte dello stesso istituto comprensivo e sistemate a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra, nella frazione scandianese.
L’ultimo colpo, nella scuola elementare, risale al fine settimana appena concluso, quando la struttura, come tutte le altre, era chiusa per il “ponte” del 2 giugno. Ieri mattina, giorno festivo, un’insegnante che aveva necessità di andare nell’edificio, ha scoperto che dalle aule designate mancavano alcuni computer portatili utilizzati per le lezioni.
Nella penultima settimana di maggio, invece, i ladri avevano colpito poco lontano, alla scuola media della principale frazione scandianese, per racimolare un bottino simile, anche se più particolare: oltre a un paio di computer portatili sono state sottratte anche delle Lim, le lavagne interattive che permettono di mostrare immagini, video e contenuti digitali su questi schermi di grandi dimensioni. Rubati anche telefoni e proiettori, per un danno molto ingente, sia dal punto di vista economico sia didattico. Si tratta infatti di strumenti sempre più usati nelle scuole, spesso acquistati grazie a donazioni e raccolte fondi, e piuttosto costosi, nell’ordine delle centinaia di euro. Anche se parecchio difficili da smerciare.
I computer portatili rappresentano un prodotto che si può rivendere o riutilizzare senza problemi, e non c’è particolare difficoltà a trovare clienti non troppo interessati alla provenienza dell’oggetto. Per le Lim, però, il discorso è molto diverso, il “mercato” è più ristretto e soprattutto gli istituti scolastici non acquistano certo lavagne interattive “in nero”. I ladri hanno pensato comunque di portarle via per cercare in un secondo momento un modo per sfruttarne il valore.
I due furti hanno dinamiche piuttosto simili, figli di effrazioni notturne negli edifici scolastici durante il fine settimana, quando la presenza nelle zone degli istituti si riduce parecchio ed è possibile muoversi senza rischiare di essere notati. Così è stato ad Arceto, e non è escluso che gli autori siano gli stessi: dopo il “collaudo” del primo colpo, potrebbero aver fatto il bis sempre nella stessa zona.
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