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Fiere, anche Vecchi gela la Prampolini

di Massimo Sesena
Fiere, anche Vecchi gela la Prampolini

Alla vigilia del faccia a faccia, mette i paletti al piano: «La penso anch’io come il commissario liquidatore»

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REGGIO EMILIA. «Non è la prima volta che Donatella Prampolini annuncia operazioni roboanti che poi però si riducono a qualche pranzo a base di pesce e null’altro di concreto».

Alla vigilia del faccia a faccia con la presidente della Confcommercio reggiana, impegnata in una frenetica serie di consultazioni che hanno come obiettivo nientemeno che il salvataggio delle Fiere di Reggio, il sindaco Luca Vecchi impone una brusca sterzata alla freccia del barometro della Prampolini che fino a qualche giorno fa segnava bello stabile: tutti entusiasti del piano per il salvataggio ancorché in extremis dell’ente fieristico. Poi è arrivata - da queste colonne - il commissario liquidatore, l’avvocato Tiziana Volta, a mettere i puntini sulle i: per salvare le Fiere servono soldi. E tanti.

«E io - sottolinea ora il sindaco - la penso esattamente come il commissario Volta che, nominata dal tribunale, sta svolgendo con grande scrupolo un lavoro importante, che mira a valorizzare il patrimonio e a pagare i creditori».

Ma allora perché la proposta della Prampolini ha riscosso così tanto successo?

«Nel merito è la stessa proposta che noi, come enti locali, abbiamo formulato mesi fa al tribunale. E la risposta che abbiamo ricevuto, a suo tempo, oggi ha la sua ragion d’essere: non posso non vedere, da sindaco e anche da professionista che in passato ha avuto a che fare con situazioni simili, la coerenza del tribunale che in questi anni ha gestito decine e decine di concordati».

Allora il problema è la tempistica...

«Mi chiedo dove fosse la Prampolini quando gli enti locali cercavano di percorrere queste strade. Non la si vedeva nemmeno il consiglio comunale».

La stessa domanda la si può porre anche ai sostenitori che la Prampolini ha incontrato in questo tour...

«Assolutamente sì. E le anticipo che domani (oggi,ndr) riceverò la Prampolini perché io parlo con tutti. Ma non ho alcuna intenzione di partecipare a un tour istituzionale come quello che ha messo in piedi l’ex candidata a sindaco».

La Prampolini insiste sulla praticabilità del suo progetto: cosa costa al tribunale - dice - concedere una tregua per consentire lo svolgersi degli eventi per un altro anno?

«Forse sono condizionato dalla mia professione, ma anche dal ruolo che ricopro pro-tempore: non è che quando si è di fronte all’omologa di un concordato, poi lo si possa gestire a piacimento. Siamo di fronte a un tentativo di esercitare indebite pressioni sul tribunale e sul commissario liquidatore. E il sindaco di Reggio non può e non vuole essere della partita».

L’accuseranno di voler gettare a mare le fiere, lo sa vero?

«Sarebbero accuse in assoluta malafede, una battaglia politica che si ritorcerebbe contro chi decidesse di intraprenderla».

Sarà, ma resta il fatto che la Prampolini ha deciso di tentare questo salvataggio, anche sulla scorta degli appelli di diversi espositori e degli operatori commerciali che sono preoccupati per il futuro. In questo senso il Comune ha un ruolo da svolgere, non crede?

«Certo. Per questo sono disponibile a incontrare da subito gli espositori e trovare insieme a loro una soluzione alternativa al polo fieristico di Mancasale».

A quali espositori sta pensando?

«Ai principali espositori che in questi anni hanno frequentato le Fiere di Reggio che, va detto, con gli anni ha perso l’appeal di polo fieristico per diventare sempre più un polo espositivo».

A quali aree alternative pensa?

«Credo vadano studiate soluzioni a seconda del tipo di esposizioni. Credo che una possibilità, ad esempio per il Camer e per il Salone del Cavallo possa essere il Campovolo».

Mi scusi. Ma sul Campovolo c’è un altro progetto...

«Quella è un’area talmente vasta che può essere tranquillamente gestita come un’area polifunzionale. Si tratta comunque di una ipotesi. Che ad esempio, non andrebbe bene per la rassegna ornitologica. Ma in quel caso possiamo sederci attorno a un tavolo e trovare un’alternativa».

Intanto, le Fiere, i terreni e i capannoni di via Filangieri vanno all’asta...

«L’alternativa è assai peggiore: il fallimento...».

Intendevo dire: mister X si aggiudica l’area, i capannoni, tutto. Il Comune a quel punto non può certo far da spettatore...

«E non lo farà. Perché chiunque si aggiudichi quell’area viene ad abitare nell’area che per noi è più strategica. Qualsiasi progetto non potrà prescindere dal fatto che siamo in Area Nord, dove per insediarsi occorrono progetti di qualità».

Tradotto che armi avete per condizionare l’acquirente?

«Per qualunque intervento diverso da quello previsto oggi serve una variante al piano operativo comunale. Si passa dal consiglio comunale. Non si scappa».

massimosesena

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