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agroalimentare, ALLARME DEI GRILLINI

I prodotti reggiani a rischio imitazione con il trattato Usa

I prodotti reggiani a rischio imitazione con il trattato Usa

Gli Stati Uniti rifiutano di riconoscere il “made in” e le denominazioni di origine. Il Parmigiano Reggiano, l'Aceto Balsamico tradizionale di Modena e Reggio, il Lambrusco doc

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REGGIO EMILIA. Gli Stati Uniti rifiutano di riconoscere il “made in” e le denominazioni di origine. Il Parmigiano Reggiano, l'Aceto Balsamico tradizionale di Modena e Reggio, il Lambrusco doc e il Prosciutto di Parma - tanto per fare alcuni esempi - non potrebbero essere registrati come tali negli Usa e ciò comporterebbe danni enormi a questi prodotti chiamati a competere con la concorrenza sleale di varianti locali di qualità assai inferiore e vendute a prezzi stracciati.

Temi sui quali si sta discutendo e che hanno indotto il Movimento 5 Stelle ad aprire un dibattito pubblico in calendario, per venerdì 5 alle 20.45, nell’Arena del Parco Cervi (ex Tocci); nella sala dell'ostello della Ghiara in via Guasco 6 nel caso di pioggia.

All'incontro prenderanno parte l'eurodeputata M5S Eleonora Evi, membro della Commissione ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento Europeo insieme a Maurizio Pallante fondatore del movimento per la Decrescita Felice ed a Sergio Simonazzi rappresentante dell'associazione Rurali Reggiani.

Un simile trattato di scambio - dicono i 5 Stelle - sovvertirebbe, insieme ad altre clausole, il nostro sistema incidendo sui diritti di aziende e lavoratori, sugli standard di controllo e tutela della salute e dei luoghi di lavoro. Una follia che va contro lo stato sociale costruito in questi decenni in Europa. Dunque stop al Ttip, il trattato di libero scambio, e il 10 giugno in aula ci sarà battaglia sulla risoluzione Lange riguardante questo tema.

Il Movimento 5 Stelle ricorda di aver aderito alla campagna internazionale per dire stop al Ttip e sta raccogliendo firme nelle piazze per contrastare questo “folle” trattato che va contro ambiente, prodotti tipici, salute, diritti di consumatori e lavoratori. E non basta, perché c'è anche la clausola Isds che consente alle multinazionali di portare gli Stati in giudizio di fronte ad uno speciale tribunale internazionale di “arbitrato” contro ogni decisione politica comprese le leggi approvate nei Parlamenti.

Raffredda un po' simili tensioni il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori, Antenore Cervi. «L'attenzione su questi temi - ammette - è doverosa ed è giusto monitorare quanto avviene, ma non drammatizziamo una discussione che non è ancora partita. Prima occorre l'avallo del Congresso americano e della Commissione Europea e serviranno quindi almeno diversi mesi. Poi prenderà il via il confronto». (l.v.)

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