In frenata le partite Iva conviene aprire una srl
Rispetto al 2009 crollano le società di persone complice la crisi nelle costruzioni crescono invece le società di capitali che riducono l’aggressione del patrimonio
REGGIO EMILIA. Le partite Iva e le società di persone non vano più di moda. La spina dorsale dell’economia reggiana - basata su piccole attività artigianali alimentate dall’indotto delle grandi industrie - si è frantumata. Le imprese individuali, infatti, restano sempre prime in classifica per numero di attività in essere nell’aprile di quest’anno (29mila in provincia) ma stanno conoscendo una regressione numerica senza fine.
Rispetto allo stesso mese del 2009, infatti, le partite Iva sono calate del 10%, con relativa perdita di giro d’affari. Buona parte delle defezioni sono ascrivibili alla liquidazione e al fallimento delle attività imprenditoriali in edilizia.
Il controcanto è per certi versi incredibile perché rilancia l’apertura di società di capitali (srl e spa) che nell’immaginario economico sono solitamente attività più strutturate e sostenibili solo a patto che le imprese siano più strutturate e con un giro d’affari ragguardevole.
Nulla di tutto ciò, o almeno in parte, come testimonia l’ultimo report di Unioncamere dell’Emilia-Romagna, che ha scattato una fotografia inusuale. La scelta di iniziare un’attività imprenditoriale con società di capitali è comprensibile alla luce anche della riforma delle srl “semplificate”, che permettono un regime fiscale agevolato per gli under35 e minori vincoli formali.
Non solo: le società di persone prevedono che l’imprenditore risponda quasi sempre ai creditori anche con il patrimonio personale. Se gli affari vanno male banche e fornitori ti possono “magiare” anche la casa. Una norma che ha portato allo svuotamento di molti bilanci familiari, dove le risorse dell’imprese coincidevano con quelle dei soci, nel bene e nel male. In un ciclo economico altamente a rischio, chi ha voluto mettersi in affari ha scelto quindi una srl, dove la responsabilità verso i creditori è limitata solo alla quota di capitale sociale sottoscritta (salvo il deposito di garanzie personali, spesso imposte ora dalle banche).
Così il quadro delineato in provincia conta società di capitale in ascesa mentre i numeri delle società di persone e delle partite Iva continuano a scendere in maniera evidente.
Secondo Unioncamere, nei primi tre mesi 2015, le imprese attive in Regione perdono 2.563 unità (-0,6 per cento) rispetto al trimestre precedente. Riduzione congiunturale più contenuta degli ultimi 7 anni. In calo costruzioni (-943), agricoltura (-798), commercio (-657). Segnali positivi dai servizi. In crescita le società di capitale (+887), riduzione contenuta per ditte individuali (-2.893), accelerata per le società di persone (-597). Manca quindi ancora il segno positivo, tuttavia gli effetti negativi della recessione paiono attenuarsi, anche con riferimento alla nati-mortalità delle imprese. (e.l.t.)
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