Marta Del Rio, la psichiatra che studiava il dolore delle donne
La studiosa reggiana si occupò delle conseguenze del conflitto sulla popolazione femminile
Nel 1916 sulla Rivista sperimentale di freniatria, la rivista edita presso l'Ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia, venne pubblicato un articolo di Maria Del Rio, dal titolo Le malattie mentali nella donna in rapporto alla guerra.
Maria Del Rio (Reggio E., 1892 – Casina, 1978) aveva studiato pediatria a Genova e si era poi spostata a Reggio Emilia, dove aveva preso servizio come medico assistente presso il San Lazzaro: il direttore Guicciardi diceva di lei che “unisce elevata dottrina e nobilissimo cuore” e le affiderà, a partire dal 1921, la direzione della colonia scuola per minori.
Nell'articolo dl 1916 la psichiatra riporta i casi di dodici donne, selezionate come le più interessanti tra quelle ricoverate dall'inizio del conflitto, e analizza il rapporto tra l'insorgenza della malattia e le vicende belliche. Per molte di queste donne, di varia età e di diversa condizione sociale, la causa scatenante del disturbo era stata la partenza per il fronte del marito o dei figli. Il caso più grave è quello di Osmana L., che a seguito della notizia della morte del marito in combattimento, aveva ucciso il figlio neonato ed aveva tentato il suicidio.
Maria Del Rio conclude notando che, a differenza dei soldati che sviluppano vere psicosi a causa del conflitto, per le donne la guerra “rappresenta solo un’immensa fonte di dolore”, che contribuisce a far emergere disturbi che altrimenti sarebbero rimasti nascosti e che soprattutto inciderà sulla generazione concepita durante in conflitto, in cui si registrerà un aumento dei disturbi mentali , quale “tarda manifestazione delle sofferenze e delle angoscie subite dalle madri”.
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