Residenze fittizie, stazione fuori controllo
I cittadini tracciano una mappa e la inviano alla polizia. Giovedì l’atteso confronto con il sindaco Vecchi
REGGIO EMILIA. «Al civico 4 di viale 4 Novembre su 24 appartamenti solo cinque sono utilizzati da cittadini cinesi ma il via vai è incessante dal portone e sulle scale: sembra che nel palazzo ci abitino solo loro». Il flusso costante di persone di origine orientale è una costante in zona stazione. Nulla di nuovo sotto il sole, non fosse però che i residenti si sono messi a fare la conta, davanti ai portoni, cercando di capire chi sono le persone che affollano i condomini e, soprattutto, cosa fanno oltre a dormire negli appartamenti.
RESIDENZE FITTIZIE. Molti affitti sono regolari: proprietari reggiani che stipulano contratti con cittadini stranieri, in gran parte cinesi, i quali, però, offrono ospitalità a una moltitudine di persone che vanno e vengono senza sosta, in una zona dove i residenti storici si conoscono uno per uno e dove sono in atto controlli puntuali da parte della polizia, alla quale è stata consegnata da tempo una lista dettagliata. Uno degli interni al civico 4 in viale 4 Novembre è affittato ad esempio a cinesi: «All’anagrafe risulta un solo residente di origine cinese registrato lì, ma ve ne sono ben di più che ci abitano» ci indica uno dei cittadini che vive in zona. Pochi gradini più in là, sempre nello stesso palazzo, un altro interno è affittato a uno dei gestori dei tanti ristoranti cinesi di piazzale Marconi. Qui la situazione è all’opposto: i residenti registrati all’anagrafe sono addirittura 16, un’enormità rispetto alla media della città.
BOOM DI PIGNORAMENTI. Si sale di una scala e le cose cominciano invece a peggiorare sotto il profilo economico, con interventi diretti da parte del tribunale. La piaga che rischia di condizionare il futuro del quartiere si chiama pignoramento, con azioni forzose avallate dai giudici affinché banche e condomini riescano a rientrare delle rate non pagate dei mutui e delle bollette in comune. In un altro appartamento di proprietà di una famiglia asiatica è in corso infatti un pignoramento con richiesta di messa all'asta per debiti condominiali. «Anche qui - ci spiegano uno dei cittadini che ha scritto la mappa - non si sa bene come sia stato utilizzata questa casa, se per attività d’affari o come affittacamere». In questo caso i residenti iscritti all’anagrafe sono 7. Stessa storia all’interno 19, di proprietà del gestore del centro massaggi cinese Oasi, situato a poca distanza e quattro mesi fa finito sotto sequestro in seguito a una denuncia per favoreggiamento della prostituzione. Nel locale adibito ai massaggi di via Turri 69 è stato individuato un giro di clienti che ricevevano prestazioni a sfondo sessuale in cambio di soldi. Un fatto accertato dalla polizia e più volte denunciato dai vicini, in particolare un medico, che si lamentava del degrado affianco allo studio. L’interno 21 è di proprietà di un cittadino del nord Africa (che al momento sembra essere irreperibile) e in uso a cittadini cinesi che hanno un alto debito condominiale. Anche qui è in corso un’attività di pignoramento con richiesta di messa all'asta per debiti per bollette non saldate: in pochi metri risultano residenti ben 14 cinesi. Stesso copione nel condominio al civico 2: ben due appartamenti di proprietà di cinesi - dove risultano essere residenti rispettivamente 3 e 7 persone - ci sono pignoramenti in corso. Per uno di questi appartamenti è già stata fissata l’asta. «Non tutte le situazioni sono così caotiche - dicono i residenti, alcuni di questi riuniti nel comitato di cittadini 4 Novembre - ci sono anche molti cittadini stranieri che si comportano regolarmente».
ULTIMO APPELLO AL COMUNE. Dopo mesi di attività di indagine da parte della polizia, il bilancio sul degrado si è notevolmente alleggerito, come asseriscono i residenti, che chiamano però all’ordine l’amministrazione comunale. In piazzale Marconi è necessario l’intervento anche del sindaco Luca Vecchi, che giovedì prossimo incontrerà i residenti della zona stazione assieme all’assessore alla Sicurezza Natalia Maramotti. «Dal patto al contratto, prevenzione e contrasto al degrado urbano” è il titolo dato all’incontro, che si terrà alle 21 al Dopo lavoro ferroviario, quartier generale del comitato 4 Novembre. Vecchi dovrà rispondere ai cittadini che aveva già incontrato più volte, anche durante la campagna elettorale, durante la quale aveva promesso maggiore attenzione rispetto alle istanze della «zona rossa». I cittadini hanno già pronta in mano una lista di richieste: oltre ai controlli con l’anagrafe sulle residenze fittizie, chiedono interventi mirati come la presenza costante di una pattuglia della polizia municipale, la riorganizzazione della sosta bici e l’avvio di nuove attività di quartiere, come il mercato in via 4 Novembre.
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