Furti sulle auto a Votigno inseguiti e presi 4 nomadi
Canossa: quando i carabinieri di San Polo li hanno arrestati avevano 1.300 euro Il colpo nel parcheggio della Casa del Tibet, ieri in tribunale la confessione
CANOSSA. Tre persone sono state notate mentre stavano rubando oggetti sulle auto parcheggiate nei pressi della Casa del Tibet, situata nel borgo medievale di Votigno, sulle colline matildiche a breve distanza dal castello di Canossa. Assieme a loro tre c’era un “palo” a bordo di un’auto pronta a partire con la la banda e la refurtiva. Il colpo però è fallito, perché un passante ha lanciato l’allarme e i carabinieri hanno attivato la ricerca dei ladri. L’auto sospetta è stata avvistata poco più tardi in via Marx, la strada principale di Puianello. In seguito la macchina è stata fermata alla periferia di Reggio. Sull’auto sono stati trovati 1.300 euro in contanti che si ritiene siano stati rubati a Votigno. Per questa vicenda, avvenuta martedì 2 giugno, 4 persone sono state arrestate con l’accusa di furto aggravato e ieri sono comparse in tribunale: Christian Poli, 40enne di Bibbiano; Maicol Hudorovich, 25enne di Bibbiano; Devis Truzzi, 33 anni, di Reggio; Ronnie Truzzi, 25 anni, domiciliato a Bagnolo.
Il furto è avvenuto nel parcheggio situato appena fuori dal borgo di Votigno. La Casa del Tibet, soprattutto nei giorni festivi, è frequentata da turisti attratti non solo dal luogo di meditazione, ma anche dalla bellezza del luogo. Nata nel marzo 1990 sotto gli auspici del Dalai Lama, la Casa del Tibet è un centro culturale senza scopi di lucro. Prima in Europa e unica in Italia, la Casa del Tibet è stata fondata dal medico reggiano Stefano Dallari ed offre un museo del Tibet, un tempio tibetano, luoghi per la meditazione, spazi per tavole rotonde, seminari e corsi con possibilità di alloggio.
Martedì i ladri hanno preso di mira le auto parcheggiate nei pressi della Casa del Tibet. Ma qualcuno li ha notati. Dopo aver aperto e “ripulito” due auto, i ladri sono stati avvisati dal "palo" che un passante avrebbe potuto dare l'allarme. E così ha acceso l'auto, ha raggiunto i tre complici, li ha caricati a bordo e tutti sono fuggiti con il bottino raccolto fino a quel momento. I carabinieri hanno inviato sul posto e sulle strade della zona diverse pattuglie che prima hanno individuato l'auto in fuga, poi si sono messe all'inseguimento. L'auto, una Fiat Punto grigia, è stata rintracciata in via Antonio da Genova, alle porte della città, dove ha sede un campo nomadi. Lì i 4 sono stati fermati, identificati e arrestati.
Ieri i 4, difesi dall’avvocato Liborio Cataliotti, sono comparsi in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto. Hanno ammesso fin da subito i fatti. Il pubblico ministero ha chiesto il carcere per Poli, già noto alle forze dell’ordine, e i domiciliari per gli altri. Il giudice Dario De Luca, alla luce della confessione, ha disposto i domiciliari per Poli e l’obbligo di firma per gli altri tre. Il processo si terrà il 30 giugno.
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