Scuola, blocco degli scrutini e stasera la fiaccolata
Non accadeva dal giugno del ’70: sindacati confederali e autonomi uniti contro la riforma «che toglie risorse all’istruzione»
REGGIO EMILIA. La corda era tesa. Anzichè allentarla, il Governo l'ha spezzata chiudendo la porta anche a un sindacato forte e responsabile come la Cisl scuola, che così ha rotto gli indugi e insieme agli altri ha proclamato il blocco degli scrutini e una spettacolare protesta con fiaccolate nelle piazze, domani sera a Reggio come nelle altre città italiane. A Bologna i docenti faranno lo sciopero della fame a staffetta per sette giorni, dal 7 al 13 giugno, davanti all'Ufficio scolastico provinciale.
Ci voleva l'intransigenza di Matteo Renzi per attirarsi l'unanime ostilità dei sindacati della scuola confederali e autonomi, solitamente divisi. Non accadeva dal giugno 1970, quando il blocco degli scrutini fu indetto unitariamente contro il terzo governo presieduto da Mariano Rumor e il ministro della Pubblica Istruzione Riccardo Misasi.
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Questa volta si sono mosse per prime, due settimane fa, le organizzazioni di base Cobas e Usb. Gli altri sindacati, che rappresentano la grande maggioranza della categoria, hanno tentato di trattare in extremis, mentre la Camera dei deputati approvava, un articolo dopo l'altro, la "Buona scuola". Poi hanno deciso anch'essi di bloccare gli scrutini per due giorni. All'ultimo momento perfino il sindacato di destra Ugl s'è schierato con Flc-Cgil, Cisl-scuola, Uil-scuola, Gilda e Snals.
Nella nostra città la manifestazione avrà il carattere di un flash-mob itinerante, che avrà inizio alle 21 e terminerà alle 22,30 spostandosi in successione fra le piazze Martiri del 7 Luglio, Del Monte, Prampolini, San Prospero, Fontanesi e XXIV Maggio per concludersi in corso Garibaldi. Analoghe dimostrazioni si svolgeranno simultaneamente negli altri capoluoghi di provincia dell'Emilia-Romagna e nel resto d'Italia.
«Protestiamo - spiega Monica Leonardi a nome della Cisl scuola, che con quattromila iscritti è il sindacato di categoria più rappresentativo nella nostra provincia - contro la procedura d'assunzione dei precari, che esclude quelli della seconda fascia, contro i poteri attribuiti al dirigente scolastico e contro il metodo di valutazione dei docenti meritevoli»
. «Questa riforma - sottolinea Roberto Bussetti della Flc-Cgil - non riguarda la didattica, ma l'organizzazione della scuola. E' finalizzata, cioè, a togliere altre risorse all'istruzione, per la quale mancano già 17 miliardi e l'Italia è penultima in Europa come spesa in rapporto al Pil».
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