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Si chiamerà “L’incontro” l’opera donata alla scuola

Alessandro Zelioli
Si chiamerà “L’incontro” l’opera donata alla scuola

Scandiano: la scultura è stata realizzata dall’artista Vasco Montecchi Il nome scelto dai partecipanti alla festa per i cinquant’anni della “Spallanzani”

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SCANDIANO. “L'incontro”, è questo il nome scelto dalle persone che hanno partecipato alla festa del 50esimo della scuola primaria Lazzaro Spallanzani, meglio conosciuta come la scuola della Rocca. Grazie a una scheda distribuita alla festa, in tantissimi hanno espresso il proprio parere, barrando il prestampato “Diamole un nome” che si prefiggeva appunto di dare un nome alla scultura inaugurata davanti al plesso scolastico e donata dall’artista scandianese Vasco Montecchi.

La nuova creazione di Vasco Montecchi, il 77enne scultore scandianese al quale si sono rivolti i dirigenti della scuola affinché realizzasse un’opera che ricordasse l’evento, ha dunque un nome.

A prevalere è stato appunto “L’incontro”, che ha battuto alcune idee libere – previste dalla scheda di votazione – come “Il senso della vita”, “L’amore è vita” o “L’armonia”.

«Ho creato due colombe – spiega Montecchi – che si baciano, perché questo è il mio mondo. Perché a questa società malata mancano molto cose come la fraternità ed il volersi bene. Le colombe, poi, sono anche simbolo della pace, della purezza, doti che i bambini di una scuola hanno ancora nel loro Dna».

Quando è stato contattato, Montecchi non ha avuto la minima esitazione a prestare la propria opera.

«Sono solo – testimonia lo scultore scandianese – visto che ho perso mia moglie. Il mio unico scopo ora è quello di andare a fare educazione nelle scuole. Non solo di scultura, ma storie di vita vissuta. La mia, quella di uno che è arrivato solo fino alla quinta elementare, perché non ha potuto andare oltre. Mi è mancato studiare, soprattutto storia dell’arte. Una lacuna che ho riempito da autodidatta».

Qual è il male maggiore secondo lei di oggi?

«Il denaro è la cosa più marcia che abbiamo. Ci fa fare cose che non abbiamo al nostro interno».

Lei ora ha un progetto molto importante in cantiere.

«Si. Sto realizzando un’opera per la comunità italiana in Brasile. Un modo per portare anche oltre Oceano, la mia vita, la mia storia».

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