Scuola distrutta: uno dei vandali vuole espiare la pena lavorando
Scandiano: dopo il raid alla scuola Gobetti, il 20enne presenterà un progetto Il complice 18enne patteggia 4 mesi. Il terzo, minore, attende di essere giudicato
SCANDIANO. Sul raid vandalico all’istituto Gobetti di Scandiano sono ora giunte le prime decisioni giudiziarie che riguardano due dei tre ragazzi di Casalgrande (il terzo è minorenne, quindi per tuelarne la privacy non forniremo le identità dei due complici maggiorenni) assurdamente scagliatisi di notte contro la scuola che odiano perché non sono riusciti a completare il ciclo di studi.
Ieri in tribunale a Reggio il nordafricano 18enne (difeso dal legale modenese Alessandro Preite) ha patteggiato 4 mesi di reclusione (pena sospesa), mentre l’italiano 20enne tramite l’avvocatessa Sabrina Ori ha chiesto l’affidamento in prova (è incensurato e il reato commesso, danneggiamento aggravato, rientra nella specifica normativa), ma per accedere a un lavoro socialmente utile come modo per espiare la pena dovrà presentare un programma dettagliato che verrà stilato dall'Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe) che fa capo al tribunale di Reggio. Programma che sarà valutato dal giudice Dario De Luca nella prossima udienza (fissata per il 22 settembre).
I due maggiorenni erano stati arrestati, mentre il minorenne “solo” denunciato per danneggiamento aggravato.
Alle 4 di notte del 23 maggio il trio aveva scavalcato la recinzione esterna e forzando un ingresso era entrato in due aule, la 18 e la 19, portando con sé bottiglie di plastica piene di benzina. I ragazzi avevano iniziato a cospargere i banchi del liquido, spaccato i vetri di alcune finestre usando mattoni e scritto sulla lavagna "Isis tra di noi ripasseremo". A guastare i loro piani i sensori del sistema di sicurezza della scuola.
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