«Assicurazioni truffa, così sono spariti i miei 290 mila euro»
Castelnovo Monti: uno dei truffati dall’ex subagente di Ina Assitalia racconta la sua storia alla riunione del Codacons
CASTELNOVO MONTI. «Ho scoperto di avere una polizza da 100mila euro falsa. Mentre altre due, per un valore di 190mila, mi hanno detto che sono intestate ad altre persone». Oriano Tini, ligonchiese residente a Parma, ha fatto questa amara scoperta una settimana fa, negli uffici di Ina Assistalia a Reggio Emilia. Anche lui è uno dei tanti truffati dall’ex subagente di Castelnovo Monti, che ha mietuto numerose vittime nella montagna reggiana e non solo.
Ha raccontato la sua storia ieri sera all’hotel Remilia di Reggio, dove si è svolto un incontro con l’avvocato Bruno Barbieri, vicepresidente nazionale del Codancons. All’assemblea si sono presentati in una decina e uno dei truffati spiega il perché siano stati così pochi. «Molti si vergognano di essere stati raggirati. A Castelnovo Monti non si parla d’altro, ma è difficile trovare qualcuno che racconti volentieri di essere coinvolto».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11568061:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/06/06/news/truffa-milionaria-proiettile-recapitato-all-ex-assicuratore-1.11568061]]
Alcuni anziani non sanno nemmeno di aver perso i loro risparmi: «I miei genitori 90enni – dice un uomo residente a Reggio – hanno investito 200mila euro. Sono i risparmi di una vita. Mio padre ha una pensione da mille euro al mese e se sapesse cosa è accaduto dovrei informare le onoranze funebri».
Tutti hanno sottolineato come il truffatore fosse considerato al di sopra di qualsiasi sospetto. «La sua famiglia è conosciuta in paese e molti gli affidavano i soldi da decenni. Quando è venuta fuori la notizia la mia prima reazione è stata d’incredulità. Ci ho messo un po’ a rendermi conto che fosse tutto vero».
Le vittime dei raggiri si chiedono quali siano le responsabilità della compagnia assicurativa per cui il subagente lavorava. «Da Ina Assitalia dicono che non era più un loro subagente da 3 anni. Ma a noi non lo ha detto nessuno. Perché non hanno informato i clienti, soprattutto quelli storici?».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.11561962:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11561962:1649489631/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Altri si chiedono come sia stato possibile che le banche abbiamo consentito all’agente di riscuotere assegni intestati anche all’Ina Assitalia. Un aspetto su cui l’avvocato Bruno Barbieri ha detto siano necessari ulteriori accertamenti. Lo strumento d’investimento sottoscritto dai truffati è nella maggior parte dei casi una polizza assicurativa della durata di cinque anni.
«Gli interessi corrisposti erano del 5% – dice un signore – e questo, con il senno del poi, è l’unico elemento che doveva destare qualche sospetto, in quanto oggi si tratta di un rendimento alto. Molti anziani però hanno sempre investito in questi strumenti ed erano abituati a rendimenti anche più alti. Dunque non hanno compreso l’anomalia».
Un’altra stranezza consisteva nel fatto che la polizza poteva essere ritirata anche prima della scadenza dei 5 anni. Tutte considerazioni che però non devono indurre a colpevolizzare quelle che sono e restano soltanto delle vittime.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
