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I ladri costretti alla fuga da cittadini e carabinieri

I ladri costretti alla fuga da cittadini e carabinieri

Montecchio: una perfetta sinergia e l’allarme lanciato attraverso Facebook permettono di recuperare un’auto rubata, computer e diversi arnesi da scasso

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MONTECCHIO. E’ stata una notte movimentata, quella fra mercoledì e ieri, nei territori della Val d’Enza, e in particolare a Montecchio, dove da mesi cittadini e forze dell’ordine sono impegnate in prima linea per tentare di arginare il fenomeno dei furti in appartamento. E, questa volta, la sinergia fra residenti e carabinieri – grazie anche a una serie di segnalazioni sull’efficiente gruppo Facebook “Sei di Montecchio se...”, al coraggio di qualcuno e, perché no, a un pizzico di fortuna – ha dato buoni frutti.

Innanzitutto, infatti, non si sono registrati furti (e questa sarebbe già di per sè una notizia), nemmeno a casa di Alex Storchi che, poco prima di mezzanotte, ha lanciato l’allarme su Facebook: «Ragazzi, i ladri hanno appena provato a entrare in casa mia, in via Mazzini. Abbiamo visto due tizi sospetti verso le 23, in coppia e vestiti di nero: hanno smontato il cancello per usarlo come scala ma noi eravamo in casa e hanno desistito. State attenti».

Negli stessi minuti, altri cittadini hanno telefonato al 112, per segnalare due uomini sospetti in via Pozzo Ferrato.

I ladri, scoperti dai cittadini, si sono allontanati a mani vuote e grazie all’immediato arrivo dei carabinieri di Cavriago sono stati costretti a fuggire a piedi, abbandonando una Mercedes Classe B rubata il 22 febbraio a Cavriago. Sull’auto rubata i militari hanno trovato alcuni computer, probabilmente rubati, e il kit del perfetto ladro, che è stato sequestrato per le ulteriori indagini.

Un recupero fruttuoso, in quanto sull’auto e sul materiale sequestrato i carabinieri cercato di trovare eventuali impronte, in modo da poter identificare i malviventi che – in poco più di tre mesi – con quell’auto avevano percorso più di 30mila chilometri, probabilmente in scorribande notturne per compiere furti.

Prima di arrivare a Montecchio, i due erano stati visti a Calerno e già lì era scattato l’allarme ai carabinieri che, grazie all’intensificazione dell’attività di controllo disposta dal comandante provinciale, il colonnello Paolo Zito, erano già pronti a intervenire. (g.g.)

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