Gazzetta di Reggio

Reggio

Rifiuta le nozze combinate: segregata

di Luca Tondelli
Rifiuta le nozze combinate: segregata

Castelnovo Monti: ventenne chiede aiuto ai carabinieri, denunciati per violenza privata i genitori e le tre sorelle

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CASTELNOVO MONTI. Ci sono aspetti che emergono raramente in merito alla convivenza tra gli usi di comunità immigrate, che nel territorio montano peraltro sono arrivate in anni più recenti rispetto alle zone di pianura, e una comunità già di per sè abbastanza chiusa come quella della montagna. Ma a volte viene squarciato un velo che getta luce su una situazione non certo semplice. Come è avvenuto in questi ultimi giorni, quando i carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti hanno fatto luce su una storia che sembra teletrasportata dal secolo scorso. Una famiglia di origine marocchina, infatti, non solo non ha accettato il fidanzato della figlia, imponendo alla ragazza di lasciarlo, ma all’insaputa di quest’ultima aveva combinato un matrimonio con un connazionale che la promessa sposa nemmeno conosceva.

Una storia dai contenuti primordiali quella in cui si sono imbattuti i carabinieri, raccontata e denunciata dalla stessa vittima, una 20enne cittadina marocchina ora collocata in una struttura protetta. Nei guai i due genitori di 54 e 50 anni e le tre sorelle, di 27, 30 e 33 anni che i carabinieri castelnovesi hanno denunciato alla procura reggiana per il reato di violenza privata in ambito familiare.

Una violenza che non ha visto percosse o ripercussioni fisiche sulla ragazza, ma la limitazione della sua libertà personale. Fino alla mattina di pochi giorni fa, quando la ragazza, uscita sotto la stretta sorveglianza di una sorella, approfittando di un momento di distrazione di quest’ultima è riuscita a fuggire, rifugiandosi nell’abitazione di una famiglia di italiani che ha lanciato l’allarme al 112. Sul posto è arrivata la pattuglia del nucleo radiomobile, a cui la ragazza ha reso testimonianza raccontando quanto le era accaduto, e denunciato ciò che era costretta a subire. Ha spiegato che i genitori, con l’aiuto degli altri figli, da diversi mesi la osteggiavano, non condividendone lo stile di vita troppo occidentale e soprattutto la sua storia di amore, seppure con un connazionale, arrivando a sottrarle il passaporto e il cellulare per evitare che comunicasse con altri se non la stessa famiglia.

Poteva uscire da casa solo sotto stretta sorveglianza delle sorelle. L’intenzione dei familiari era quella di impedirle di sposarsi con l’uomo che frequentava avendo loro già combinato, a sua insaputa e contro il suo volere, un matrimonio con un altro cittadino marocchino che lei non conosceva.

Raccolta la denuncia e svolti i primi accertamenti, i carabinieri hanno ottenuto riscontri investigativi concreti rispetto a quanto affermato dalla giovane, provvedendo al suo immediato allontanamento dal nucleo familiare. Ora è ospitata in una struttura protetta, mentre i familiari sono stati denunciati. Sulla vicenda afferma il sindaco Enrico Bini: «Fatti come questo segnano che c’è chi pensa di vivere sul nostro territorio non rispettandone le regole e le leggi. Episodi simili fanno male prima di tutto a quei ragazzi stranieri che vorrebbero integrarsi, che lavorano e sono rispettosi delle leggi».

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