Gazzetta di Reggio

Reggio

Bullismo, in un anno la polizia ha denunciato 32 ragazzi

di Tiziano Soresina
Bullismo, in un anno la polizia ha denunciato 32 ragazzi

Nei guai anche due minorenni. Sorvegliati gli istituti superiori di Reggio ma anche i terminal e i bus con agenti in borghese

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REGGIO EMILIA. Minacce, prepotenze, offese, botte, intimidazioni, rapine di telefonini, pressioni via Internet: la polizia si è trovata ad affrontare tutte queste situazioni “lavorando” con discrezione ma anche con decisione sul mondo giovanile, in special modo nei luoghi studenteschi relativi alle scuole superiori della città.

E muovendosi in un intreccio fatto di presenza costante ma anche di azioni preventive, gli agenti hanno denunciato due minorenni e una trentina di maggiorenni per comportamenti illegali, da veri e propri bulli. Insomma, una “pioggia” di denunce che è il risultato di un intenso anno battezzato “progetto studenti sicuri” e che ha impegnato varie articolazioni della questura (l’ufficio minori della divisione anticrimine, la digos, la polizia di prossimità e reparto prevenzione crimine Emilia Romagna, la polizia postale).

«E’ un bilancio positivo – rimarca subito il vicequestore Cesare Capocasa – ma sono convinto che possiamo fare di più, per migliorare ulteriormente l’impatto fiduciario con i giovani e coinvolgere, ancor di più di quanto già avvenuto quest’anno, tutti gli altri soggetti quali genitori, insegnanti ed istituzioni in genere. La sicurezza è un diritto che va garantito a tutti i ragazzi – conclude – e per frenare questo fenomeno del bullismo sempre più devastante occorre lavorare in rete».

La polizia si è mossa in diversi modi. Innanzitutto sul piano della presenza costante con Volanti nei terminal di piazzale Europa e della Caserma Zucchi, nei momenti in cui gli studenti arrivano per andare in classe o prendono il bus dopo le ore di lezione. Gli agenti in divisa ben in vista hanno garantito più sicurezza agli studenti e permesso interventi più rapidi nel caso di segnalazioni da parte degli autisti di Seta su comportamenti lesivi della dignità del ragazzo preso di mira. Efficace anche il servizio di agenti in borghese sugli autobus in cui erano stati segnalati dagli insegnanti o dagli autisti situazioni a rischio.

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Ma i poliziotti sono entrati anche nelle scuole – in special modo nel polo scolastico di via Makallè su cui gravitano 5-6mila studenti – durante l’intervallo, per evitare l’ingresso di estranei con intenti illeciti. All’interno degli istituti scolastici la polizia ha fatto anche diversi incontri (una decina), per informare docenti e ragazzi su come contrastare il fenomeno del bullismo. Un importante “termometro” sul bullismo si è rivelato anche lo sportello psicologico, vero e proprio punto d’ascolto per gli studenti in difficoltà, in forte disagio di fronte a prevaricazioni fisiche o psicologiche. Anche la distribuzione di questionari anonimi ha dato una bella mano in tal senso.

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«Abbiamo spiegato ai ragazzi che il silenzio è complice – aggiunge Alessandro Panichi, dirigente dell’Anticrimine – come pure diventa complice l’atteggiamento di chi avalla se non plaude il comportamento di chi se la prende con il più debole. Le statistiche dicono che un bullo non fermato, diventerà una persona violenta che commetterà reati gravi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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