Proiettile-minaccia all’ex sub-agente
Era dentro ad una busta anonima, spedita per posta, che il 45enne ha trovato nella cassetta di casa. Il legale: «Atto grave»
CASTELNOVO MONTI. Il giallo delle assicurazioni-truffa si arricchisce di un nuovo, inquietante episodio. Nei giorni in cui i cittadini che hanno perso anche centinaia di migliaia di euro sono impegnati a cercare di capire come fare a recuperare i loro soldi, nella mattinata di venerdì l'ex subagente castelnovese di Ina Assitalia – il 45enne Sergio Petroni – che avrebbe fatto sparire un patrimonio tra i 10 e i 15 milioni di euro e che è indagato per truffa e appropriazione indebita, ha ricevuto una eloquente minaccia.
Nella cassetta della posta di casa sua, infatti, è stata recapitata una lettera anonima intestata a lui, che conteneva un proiettile. Si tratta di una comune busta bianca, ben sigillata, senza ulteriori messaggi all'interno ma il contenuto, un proiettile calibro 7,65, è già di per sè molto eloquente. Nome e cognome del subagente, su quella lettera, sono stati scritti in stampatello, così come l'indirizzo, utilizzando un pennarello di colore nero. Nessun'altra scritta, nessun biglietto e, ovviamente, nessuna firma. A prima vista, avendo la busta un regolare francobollo con tanto di timbro delle Poste, la minacciosa missiva sarebbe stata imbucata come si fa per una normale lettera anche se, su questo aspetto, sono in corso le indagini dei carabinieri di Castelnovo Monti, gli stessi che sono al lavoro ormai da una decina di giorni per raccogliere le testimonianze e le denunce di decine e decine di cittadini truffati, alcuni dei quali hanno pers veri e propri patrimoni, con cifre superiori ai 300mila euro. E' evidente che gli investigatori, dopo essere stati avvisati subito dallo stesso assicuratore della minacciosa lettera ricevuta e dopo che l'ex subagente Ina Assitalia, nella mattinata di oggi (sabato) si è recato in caserma per formalizzare la denuncia, hanno subito messo in correlazione quella lettera minacciosa con quanto accaduto con i soldi delle polizze vita: dopo che esploso lo scandalo, è evidente, qualcuno può aver perso la testa ed esse re passato alle maniere forti. E ora, l'obiettivo dei carabinieri, è quello d capire da dove – e soprattutto da chi – possa essere partita questa minaccia, senza però farsi "distrarre" da quelle che sono le indagini sulla maxi truffa, che coinvolge centinaia di clienti e che, giorno dopo giorno, sta assumendo contorni sempre più enormi, soprattutto nell'entità della cifra scomparsa. «Il mio assistito – spiega, contattato telefonicamente dalla Gazzetta, l’avvocato difensore Noris Bucchi – ha chiamato subito i carabinieri per la denuncia, poi mi ha informato di aver ricevuto questa minaccia e l’ho sollecitato anch’io a presentare la denuncia. E’ una minaccia grave che deve far riflettere molto, anche perché non sono ancora chiari tutti i profili di responsabilità. Il mio assistito ancora prima di essere denunciato, ha ammesso la propria responsabilità ed è disposto a fornire ogni necessario chiarimento anche in futuro. Questa vicenda – conclude il legale – gli sta pesando molto, soprattutto perché è consapevole che, attraverso le sue azioni, molte persone che avevano fiducia in lui hanno subito ingenti danni». Una vicenda che ha molto scosso l’ex sub-agente ed è arriva al termine di una settimana in cui ha pure “sentito” la pressione dell’inchiesta dei carabinieri coordinata dal pm Giulia Stignani: dopo aver posto sotto sequestro gli uffici e tre conti correnti riferibili al 45enne, i militari hanno anche perquisito l’abitazione castelnovese di Petroni, alla ricerca di documentazione utile alle indagini. Se ne sono andati con non poche pratiche assicurative. Il “buco” al momento sarebbe sui dieci milioni di euro.
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