Il Comitato respinge le proposte del Comune contro il degrado
Soluzioni giudicate troppo blande, il problema resta il continuo arrivo in zona di persone con difficoltà di inserimento
REGGIO EMILIA Bene il decoro pubblico ma il problema che affligge i residenti della zona stazione ha a che fare con una difficile convivenza tra vicini di pianerottolo e un alto tasso di illegalità, a partire dalle false residenze che hanno trasformato gli appartamenti in dormitori. Tutti punti messi in fila giovedì scorso dai residenti della zona durante un rovente incontro con i vertici dell’amministrazione comunale, le cui risposte sono sembrate però fiacche a tal punto che Giuliano Gorzanelli, portavoce del comitato 4 Novembre, ha deciso di farsi da parte.
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«Il Comune ha promesso di fare qualcosa per la zona stazione ma in realtà si occuperà della manutenzione ordinaria. Una risposta insoddisfacente che suona come una presa in giro: per questo ho già comunicato al comitato che mi voglio fare da parte e non essere più il portavoce» dice Gorzanelli, che quattro giorni fa ha fatto gli onori di casa all’incontro tra i residenti del quartiere di via Eritrea con il sindaco Luca Vecchi accompagnato dal comandante dei vigili Antonio Russo e dall’assessore alla sicurezza Natalia Maramotti.
«Il sindaco si è impegnato a mettere in piedi un programma di interventi in sei mesi - asserisce Gorzanelli - Io mi sono risentito perché ci hanno presentato un elenco di opere di manutenzione a cui dovrebbero già essere chiamati i dipendenti del comune. Non serve che venga un sindaco a dirci che metteranno a posto le scritte sui muri: i problemi della zona sono altri. Come il fatto che il 67% delle residenze registrate sono monofamiliari mentre negli appartamenti vivono fino a 15 persone. È anche su questioni come queste che volevamo risposte ma non sono arrivate».
Altro punto dolente sono gli incentivi affinché le case attorno a piazzale Marconi possano diventare un luogo di residenza per giovani e coppie. «Questo migliorerebbe certamente e in prospettiva la vivibilità, ma lo stesso sindaco ha affermato che qui non ci vogliono venire. Bisogna prima ripristinare le condizioni minime di civiltà per poter incentivare realmente la gente a scegliere di vivere qui».
In realtà l’amministrazione starebbe già lavorando a un piano per poter avviare nuovi insediamenti con la collaborazione della Cassa Depositi e Prestiti. Si tratterebbe di un finanziamento per un importo di 10 milioni di euro attraverso il quale comprare alcuni appartamenti in zona stazione - dove molti sono sotto pignoramento o in vendita all’asta - da affidare poi in gestione ad Acer. Un passo deciso che rimetterebbe la palla nelle mani del Comune, salvo finire poi in un vicolo cieco come nel caso del condominio di via Monsignor Tondelli.
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«Lì le assegnazioni dovevano dare la precedenza a giovani e studenti - dice Gorzanelli - purtroppo però tutti si sono sfilati e ci sono finite ancora una volta famiglie di stranieri che ne avevano pieno diritto ma hanno snaturato il risultato dell’iniziativa. Mi domando poi il motivo di alcune decisioni, come il raddoppio dell’abbonamento al parcheggio sotterraneo di piazzale Marconi: l’anno scorso è passato da 20 a 40 euro al mese. Io me lo posso ancora permettere ma molti devono aver disdetto l’abbonamento. Il terzo piano, che prima era occupato dai residenti, adesso è praticamente vuoto. Al secondo piano ci sono poche auto. Ci parlano di mediatori sociali e architetti di quartiere ma qui serve una rivoluzione che, visto il confronto, non credo che arriverà».
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