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Via Turri? Colpa della politica: «Vecchi ci venga a trovare»

di Khadija Lamami *
Via Turri? Colpa della politica: «Vecchi ci venga a trovare»

Reggio ha anche una ferita sociale spaventosa, "l'abbandono politico" su determinati temi si carattere sociale, e mi riferisco a quella ferita aperta della zona stazione

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REGGIO EMILIA. In questi giorni, sulla Gazzetta, ho letto dei guai di Reggio: dalla crisi delle Fiere, a quella della cooperazione, fino al dibattito sull’acqua pubblica.

Al "bollettino medico" vorrei aggiungere però che Reggio ha anche una ferita sociale spaventosa, "l'abbandono politico" su determinati temi si carattere sociale, e mi riferisco a quella ferita aperta della "zona stazione". Come per "l'affaire Zona Fiera" anche qui la natura del problema è squisitamente temporale, ma non solo perché nato in passato, ma perché nel futuro prossimo si svilupperà andando incontro ad ulteriore degrado, la condanna perpetua alla quale deve soggiacere un’intera fetta di popolazione.

"L'affaire zona stazione" o se preferiamo "la banlieue" reggiana è in asfissia per la totale carenza di riflessioni e di dibattito circa il suo futuro. Colpisce l'approssimazione con la quale il Sindaco affronta pubblicamente questi problemi, "In Via Turri? tutti furbetti", dichiarazioni che strizzano l'occhio a chi considera quell’area inesorabilmente marginale e che va circoscritta perché non inquini il resto della città.

E l'incontro per far firmare solo ad alcuni cittadini il "Contratto di Sicurezza", prima c'era il Patto, presentato l’altra sera nei locali del dopo lavoro dei ferrovieri di Via Eritrea, lo dice chiaramente, sono citate infatti solo Via Ceva, Via Alai, Viale 4 Novembre e Piazzale Marconi e non si fa la minima menzione di Via Turri, si fa un accenno ad un evocativo “tutto il resto” che verrà solo sorvegliato con l'azione di incremento della presenza di unità di polizia Municipale, da 7 a 10 agenti (l'impegno di aumentare gli organici era già stato preso, nulla di nuovo, non precisato un dettaglio non trascurabile, i 10 uomini non saranno solo su zona stazione ma dal centro storico, zona teatro Municipale, arrivando probabilmente fino a Masone).

Mi domando se la "militarizzazione" sia una soluzione per Vecchi che, dichiara, di aver compiuto un atto di coraggio e di essersi fatto 4 passeggiate notturne in un anno intero, tra la mezzanotte e l'una in Via Turri, non spiegando con quale intenzione, anche perché statisticamente, dopo la mezza notte non si è mai fatto male nessuno in via Turri, mi sento di suggerirgli di andarci di giorno, quando la gente è sveglia per ascoltarla ed eventualmente dialogarci perché, in ogni caso a chi è stato tagliato il riscaldamento, puoi anche mettere venti agenti, ma starà al freddo.

Via Turri ha una complessità che ha tutti i connotati del problema politico e deve essere affrontato in modo politico perché riguarda la qualità della vita di tutta la città e dovrebbe impegnare il dibattito sia sul piano teorico che pratico di tutti i soggetti che hanno una valenza sociale, in primis i nostri amministratori.

In quella zona vivono cittadini italiani, non italiani, nuovi italiani e i futuri italiani, ma innanzitutto esseri umani che quotidianamente, silenziosamente ed educatamente tentano di difendere la propria dignità.

Non preoccupa Vecchi una fetta di persone che presto saranno sfiancate dal distacco della fornitura di acqua calda, da lui autorizzata e messa in atto da Iren?

Non lo preoccupa sapere che c'è la seria possibilità che i bambini e i ragazzi di Via Turri, scelgano domani la strada della violenza, come i "beur" francesi che scatenarono la violenza urbana nel 2005 in risposta alla totale cecità del presidente Sarkozy?

Non lo preoccupa sapere che Isis, che non è esattamente il "ClubMediterranee", ha poi trovato devote reclute proprio tra gli abbandonati politici delle banlieue parigine per i recenti attacchi terroristici in casa dei nostri cugini d'oltralpe?

Se Vecchi, anzichè proporre diktat "pagare senza protestare" e maldestre soluzioni a breve scadenza, il prestito sull'onore per consentire a chi ha sempre pagato di pagare nuovamente il debito di altri ad Iren in maniera più agile, avesse voglia di fare un tour istituzionale, alla luce del sole, conoscerebbe straordinarie umanità che convivono spesso con persone che sull’isolamento di questa zona hanno costruito le proprie fortune beffando la buona fede e l’onestà di tanti italiani e stranieri, residenti in Via Turri vittime due volte di speculatori, anche singoli proprietari, che hanno affittato in nero e che una volta riscossi gli affitti poi si sono dimenticati di corrispondere le spese condominiali e altre amenità, ma anche amministratori di condominio, che in passato, hanno sfruttato gli abitanti degli appartamenti della zona con operazioni che ne hanno penalizzato gli interessi invece di salvaguardarli.

Io continuo a far fare la doccia a casa mia, ai residenti diVia Turri, ma non basta il cuore ci vuole la testa.

* residente in via Turri

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