«Fuori dal campo estivo perché musulmano»
La denuncia di una mamma che voleva iscrivere suo figlio a Sant’Anselmo «Ma il parroco mi ha detto che se non prega per lui non c’è posto»
REGGIO EMILIA. «Mio figlio di 10 anni è stato rifiutato dal campo estivo della parrocchia di Sant’Anselmo, a Buco del Signore, perché siamo musulmani. Il prete ci ha detto che se non prega in chiesa con gli altri bambini non può iscriversi». A raccontare questa vicenda è Nura Menai, una badante tunisina che vive in città dal 2003. «Sono molto addolorata - spiega la donna - perché in tanti anni che vivo a Reggio non ho mai avuto problemi del genere. I miei figli a scuola frequentano l’ora di religione cristiana e hanno già partecipato ai campi estivi nelle parrocchie della Roncina e Regina Pacis».
Il parroco don Giancarlo Simonazzi, contattato per un commento, ha detto che l’esclusione è avvenuta «perché siamo già in 650 e non c’è più posto» e che comunque tra gli iscritti «ci sono molti stranieri». A confermare la versione della badante c’è anche una professionista reggiana, i cui genitori sono assistiti dalla tunisina. «Quando ho saputo quello che era accaduto mi sono rivolta al parroco per avere spiegazioni, in qualità di credente e come conoscitrice di questa onesta lavoratrice. Mi è stato detto che il Grest di Buco del Signore è di natura confessionale, dove si prega, si prega, si prega...». La signora Menai ha tentato per alcuni giorni di iscrivere il figlio a Sant’Anselmo, perché al momento lavora in zona. «La scorsa settimana mi hanno detto che erano pieni, ma che potevo tornare lunedì (ieri, ndr) nel caso si fosse liberato qualche posto». Ieri mattina alle 9 la donna si è presentata in parrocchia all’apertura del campo estivo.
«Mi hanno detto che c’era posto, ma che dovevo parlare con il prete. Quando è arrivato mi ha subito chiesto di che religione siamo. Ho risposto che siamo musulmani e lui mi ha detto che potevo iscrivere mio figlio, ma che avrebbe dovuto partecipare alla messa. Ho detto che durante la messa poteva giocare fuori, come accade altrove, oppure stare in disparte e lui mi ha risposto che se non avesse pregato con gli altri bambini non poteva iscriversi. Alla fine sono stata mandata via. Mio figlio ci è rimasto malissimo. Mi ha chiesto che cosa fosse questa storia dei cristiani e dei musulmani. Poi mi ha detto che lì non vuole più andarci». La datrice di lavoro della badante, informata dell’accaduto, ha poi parlato con il sacerdote, che le ha riferito che la tunisina sarebbe stata contraria al fatto che il figlio entrasse in chiesa durante la messa. «Gli ho detto che non è così perché ho visto con i miei occhi i figli della Nura entrare in chiesa, anche se non pregano. Lei non è certo un’integralista». Il campo estivo di Sant’Anselmo non è organizzato in collaborazione con il Comune di Reggio, ma è comunque pubblicizzato sul sito internet alla voce “altri campi scuola”. Pertanto la badante è intenzionata a segnalare l’accaduto in Comune.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
