L’export verso la ripresa ma calano le costruzioni
L’analisi nella Giornata dell’economia organizzata dalla Camera di Commerio Landi: «Troppa burocrazia». Caracciolo, direttore Limes: «Altri Paesi più veloci»
REGGIO EMILIA. L’economia reggiana avverte finalmente una “ripresina” e la fiducia sta riaffacciandosi, ma serve un cambiamento strategico per anticipare e non dover rincorrere gli eventi. Quella italiana, dopo otto anni di contrazione, riparte nel frattempo dai livelli che segnava nel 2007. E non basterà l’Expò per ridare slancio allo sviluppo. È l’analisi complessiva emersa dalla 13esima Giornata dell’economia che si è svolta ieri, alla presenza dei principali operatori reggiani, nella Sala degli Specchi del Teatro Valli per iniziativa della Camera di commercio.
I lavori sono stati aperti dal presidente, Stefano Landi, che ha accennato ad una serie di dati contraddittori del Pil locale che denunciano un aumento dell’export ma, nel contempo, anche un calo del valore aggiunto delle costruzioni. Numeri che fanno immaginare un superamento della fase più critica, ma non sono ancora un preludio al ritorno dei tempi migliori.
«Questi – ha annotato Landi – sono colpi di pennello su una tela che va riempita con metodo e continuità, perché non si può pensare di guardare alle opportunità nel mondo senza affrontare il tema della irregolarità del lavoro che dobbiamo pesantemente scontare o quello delle gare al massimo ribasso che inducono irregolarità, senza contare l’ostacolo di una burocrazia che diventa dissuasiva per gli investimenti e per quei giovani che cercano di dialogare con maggiore frequenza e facilità con il resto del mondo».
Uno sguardo dunque aperto oltre i confini nazionali ed europei, meno introspettivo e attonito di quello che ha segnato i primi anni di questa lunga crisi economica. Tema che è stato ampiamente affrontato nella successiva relazione del professor Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes.
Caracciolo ha messo a confronto scenari e tracce di geoeconomia, rilevando gli aspetti politici che pongono il nostro Paese nell’occhio di un ciclone che nasce dai delicati rapporti con il resto dell’Europa, al centro dei sussulti che accendono il Mediterraneo e dei contrastanti collegamenti fra Balcani e Unione Sovietica.
Amara anche la constatazione di una più lenta ripresa italiana rispetto agli altri Stati vicini del vecchio continente. A tutto tondo, infine, la discussione svolta nella tavola rotonda condotta da Andrea Cabrini, direttore di CassCnbc. Vi hanno partecipato Vittorio Borelli, presidente di Confindustria Ceramica («L’export regge e i nostri maggiori problemi derivano dalla stasi perdurante del settore edilizio interno», ha affermato) e Roberto Nicastro, direttore generale di Unicredit, per il quale «sono prioritarie riforme, credito e azioni più stringenti e congiunte. L‘implementazione dell’Unione bancaria e le azioni della Bce hanno consentito un’ampia disponibilità di liquidità a basso costo e la nostra banca è impegnata a far ripartire gli investimenti. Abbiamo già erogato 12 dei 15 miliardi di euro di fondi Tltro proprio a supporto di chi investe»).
Alla tavola rotonda anche Vincenzo Perrone, amministratore delegato della Lombardini, che ha concentrato il suo intervento sulla situazione reggiana: «A Reggio Emilia abbiamo trovato capitale umano con competenze tecniche d’eccellenza che ci hanno consentito di innovare la gamma dei motori dell’intero gruppo americano Kohler e quindi di affermare la nostra superiorità nel mondo».
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