Picchia per anni la moglie davanti ai figli
Maltrattamenti: divieto di avvicinamento ai familiari per un 40enne. Dopo l’ultima aggressione lei è scappata in pigiama
REGGIO EMILIA. Vessazioni psicologiche, insulti e botte anche davanti ai figli minori.
Una situazione che, stando alla denuncia, andava avanti da qualche anno.
Per l'uomo, 40enne marocchino, è scattata la misura cautelare del divieto di avvicinamento all'abitazione e da qualunque altro luogo frequentato dalla moglie, con la prescrizione di mantenere comunque una distanza di almeno 500 metri.
Le indagini – coordinate dal sostituto procuratore Valentina Salvi – sono state condotte dai carabinieri di Reggio, arrivati poi a denunciare il nordafricano per maltrattamenti in famiglia.
Il pm Salvi ha ora chiesto ed ottenuto la misura restrittiva dal gip Antonella Pini Bentivoglio.
Oltre ai quotidiani insulti, al non poter parlare con nessuno e al divieto di uscire da casa se non per fare la spesa e comunque categoricamente accompagnata dal marito, l'uomo avrebbe più volte picchiato violentemente la moglie con schiaffi e pugni, trascinandola per i capelli in camera da letto, arrivando anche a sbatterle la tesa contro il muro e contro l'armadio della camera dei bambini.
Tra gli assurdi motivi delle botte, ad esempio, il non essere riuscita a far da mangiare, ed ancora non aver fatto bene il pane, per non parlare di quando lei aveva “osato” salutare un uomo...
Agghiacciante l’ultimo episodio che ha fatto precipitare la situazione: lui che prende la testa della moglie e la sbatte contro il muro sotto gli occhi dei figli minorenni.
Proprio quest’ultimi, una volta che il padre è uscito di casa, si sono precipitati dalla mamma per darle le chiavi dell’abitazione, permettendo così alla donna di scappare in pigiama e ciabatte con al seguito i figli.
E’ stata poi medicata all’ospedale di Montecchio, con una prognosi di dieci giorni per le botte subite.
La donna è stata collocata in struttura protetta di cui non riveliamo la collocazione, perché la situazione rimane tesa e gli inquirenti temono nuovi “assalti” da parte del marito, considerato da chi indaga un padre-padrone che fa della violenza un uso pressoché quotidiano per tenere in una forma di soggezione e paura la consorte.
Ieri in tarda mattinata, assistito dall’avvocato Nicola Tria, il 40enne ha affrontato l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Pini Bentivoglio.
Ha risposto alle domande del giudice, raccontando la sua “verità”, replicando così alle pesanti accuse che lo riguardano. Come prevede la legge, l’interrogatorio è avvenuto a porte chiuse.
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