Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggio Emilia

Sequestrato in casa da un ladro

Elisa Pederzoli
Sequestrato in casa da un ladro

Un finto poliziotto ha chiesto di visionare l’oro poi ha chiuso l’anziano in una stanza ed è fuggito

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il truffatore ancora una volta prende di mira un anziano solo in casa. E usa il nome delle forze dell’ordine per conquistare la sua fiducia, per farsi aprire la porta e consegnare il bottino. L’ultimo episodio è quello registrato lunedì intorno all’ora di pranzo in via Leopoldo Nobili, all’ingresso del centro storico. Qui la vittima di turno è stata chiusa in camera dall’impostore, che in questo modo è riuscito a fuggire con in mano il bottino.

Sono circa le 13 quando un uomo suona alla porta di una palazzina nei pressi del Parco del Popolo. Chi si presenta è un uomo con tanto di tesserino che all’anziano preso di mira – probabilmente una persona sola già adocchiata qualche tempo prima – racconta di essere un rappresentante delle forze dell’ordine, con un incarico ben preciso: controllare i monili in oro in possesso dell’anziano.

Gli appelli a non aprire la porta agli sconosciuti e a non fidarsi rispetto a richieste in effetti inusuali, come quella di mostrare i propri tesori per un non meglio chiarito censimento, sono frequenti sia da parte dei familiari delle persone più anziane sia da parte delle stesse forze di polizia, che spesso diffondono sul tema anche opuscoli e volantini. Purtroppo, però, tanta prevenzione non sembra bastare.

L’anziana vittima, infatti, deve aver dato creduto a quell’individuo: gli ha aperto la porta, l’ha fatto entrare, gli ha mostrato gli oggetti in oro che aveva e, sicuramente in un eccesso di fiducia, si è addirittura allontanato andando in un’altra stanza e lasciando il finto poliziotto solo con l’oro. Una volta solo l’uomo se è messo in tasca i monili. Non solo, ha colto l’occasione per chiudere nella stanza l’anziano. In questo modo ha potuto fare una ulteriore rapida perlustrazione dell’appartamento e fuggire in tutta calma. Non troppa, a dire la verità, perché il caso ha voluto che in quella stanza il padrone di casa avesse un telefono fisso. Attraverso questo apparecchio, quando si è accorto prima con stupore poi probabilmente con paura, che la porta era chiusa, ha allertato il 113. Denunciando la presenza in casa di un ladro.

Sul posto nel giro di pochi istanti sono arrivate tre macchine della polizia. I poliziotti oltre a liberare l’uomo hanno raccolto da lui una prima sommaria descrizione del truffatore. Quindi, si sono subito messi sulle sue tracce setacciando l’intero isolato. Una ricerca che è andata avanti a lungo per tutta la giornata di ieri, ma per il momento senza esito. Potrebbe essere utile la testimonianza di chi potrebbe aver visto uscire dal portone l’uomo. Dalle prime informazioni, si tratterebbe di un uomo scuro di carnagione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google