Gazzetta di Reggio

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Stranieri, in stazione è sempre record

di Enrico Lorenzo Tidona
Stranieri, in stazione è sempre record

A fine 2014 il 65% dei residenti composto da immigrati, cifre date dal sindaco ai comitati. Al via la sistemazione dell’area

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REGGIO EMILIA. Su 1.230 residenti che vivono a ridosso della stazione - pari allo 0,7% di tutta la popolazione di Reggio - il 65% non ha la cittadinanza italiana. Questo il dato fotografato nel piano presentato dal sindaco Luca Vecchi agli aderenti del comitato 4 Novembre, secondo i quali, però, il tasso di presenza degli stranieri sarebbe ancora più alto. Nel computo, infatti, mancherebbe il numero di persone che vivono nei palazzi tra via Turri e via Eritrea ma senza essere in alcun modo registrati. Il report mostrato dal sindaco assieme all’assessore alla sicurezza Natalia Maramotti e al comandante della polizia municipale Antonio Russo, traccia le criticità del quartiere mettendo in evidenza però i progetti che caratterizzano il “contratto” stipulato da Vecchi con il comitato.

POCHI REGGIANI. Su 1.143 famiglie censite in zona, 458 risultano essere straniere: in realtà, però, per il 64% si tratta di persone che vivono sole, conteggiate come nucleo monofamiliare. Lo spaccato mostrato dal sindaco mette in evidenza un’altra criticità. Dai bimbi fino alle fascia di mezza età, la prevalenza dei residenti è immigrata di prima o seconda generazione. Gli italiani prevalgono dai 50 anni in su, in maniera assoluto dai 65 anni in su. Segno, questo, del mancato ricambio generazionale tra residenti storici con i propri figli, che in buona parte dei casi hanno scelto di vivere altrove. Il connubio virtuoso tra etnie ha lasciato spazio spesso a distorsioni e il mancato controllo del territorio ha comportato la perdita del principio di legalità ora chiesto a gran voce dai residenti del comitato.

IL COMMERCIO. Sono poi 68 gli esercizi commerciali censiti a fine 2014 (23 in Piazzale Marconi, 22 in viale 4 Novembre, 16 in via Eritrea, 4 in via Cesana, 2 in via Alai, 1 in via Ceva). Circa la metà (36 negozi) sono di imprenditori stranieri con un aumento delle iscrizioni delle persone straniere che passano dal 10,7% nel 2009 al 12,5% nel 2013. Un segno di vitalità - che potrebbe poi confluire nel mercato del cibo di strada che farà da catalizzatore per attirare gente dal resto della città - ma anche causa di problemi di convivenza.

NUOVE OPERE. Secondo il piano di Vecchi, già molto è stato fatto in passato. Nel 2008 fu sottoscritto un patto in stazione che ha portato alla riqualificazione di piazza Domenica Secchi, del Parco delle paulonie e dell’impianto sportivo di via Sani. Il sindaco ha anche tracciato i nuovi interventi con l’uso di apposite cartine. Su queste sono indicati l’area del parcheggio delle Poste, l’uscita della stazione, la rotonda, gli spazi di fronte all’hotel San Marco e l’ingresso verso viale 4 Novembre. Qui verranno pulite le pensiline, i muri dalle scritte e la segnaletica degradata. Troppo poco secondo i residenti, che chiedevano interventi più profondi.

STOP ALL’ALCOOL. Un punto a favore della concertazione sono state le future modifiche al regolamento di Polizia Locale per un maggiore contrasto all’abuso di bevande alcoliche in zona. Un’attività da affiancare alla maggiore presenza dei vigili urbani. Secondo il comandante Russo, in 16 mesi sono passate 7mila pattuglie. Troppo poche e troppo in fretta a detta dei residenti, che non intendono mollare sulla richiesta di un aumento delle forze dell’ordine in stazione.

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