Aggredita all’Isolato San Rocco: "Ora ho paura a uscire di casa"
Reggio Emilia: scippata della collana, la donna cade e si ferisce al volto: ecco il suo racconto
REGGIO EMILIA. «Mi sono sentita questa mano prendermi dal collo, un gesto così violento che mi ha strappato anche la maglietta. Sono caduta e ho sbattuto a terra il volto. Quando mi sono rialzata avevo il volto coperto di sangue e ho visto quel giovane fuggire via».
Il giorno dopo il brutale scippo di cui martedì pomeriggio è rimasta vittima, Maria Delfina Reina ha ancora il volto tumefatto e il collo dolorante. «Il medico mi ha detto che è come se avessi ricevuto un colpo di frusta» spiega. E anche il ginocchio che ha sbattuto sull'asfalto le fa male. Ma ciò che più duole è la violenza che ha subito. Quell'aggressione mentre percorrendo una strada nel cuore del centro storico stava tornando a casa, dove abita.
«Ero appena stata in erboristeria. Mia figlia mi ha chiesto un giornale ed ero vicino all'edicola dell’Isolato San Rocco. All'improvviso mi sono sentita tirare da dietro» racconta. Quello che è successo dopo sono attimi concitati. Lei che cade a terra, sbatte il volto. Il ginocchio picchia a sua volta sull'asfalto. E quella mano che le porta via il collier che aveva al collo.
«Non lo porto mai, lo avevo messo domenica per il matrimonio di un nipote. Poi, me lo sono scordata addosso. Mi dispiace per il valore soprattutto affettivo che aveva, anche se tempo fa avevamo avuto un altro furto in casa e mi era stato regalato da mio marito in sostituzione di quanto mi avevano rubato…» confida.
Ma quel giovane che le ha strappato di dosso la collana e l'ha fatta cadere a terra lei lo ha visto.
«Lo avevo incrociato anche poco prima. Un ragazzo straniero che era in sella a una mountain bike, che probabilmente non era neanche sua. Mai avrei immaginato che stesse adocchiando qualcuna per scipparla» racconta. Maria Delfina Reina vuole ringraziare i ragazzi che l'hanno subito soccorsa e gli altri passanti che le sono stati accanto sino all'arrivo del marito e dei soccorsi. Lo sconforto, però, è tanto. «Adesso, confida, ho paura a uscire di casa. La situazione qui è sempre peggio». (el.pe)
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