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Bimbo musulmano escluso: indagine del Comune

Bimbo musulmano escluso: indagine del Comune

Campo estivo a Reggio Emilia, l’assessore Curioni: «Noi siamo per l’accoglienza di tutti i bambini»

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REGGIO EMILIA. «Con il campo estivo di Sant’Anselmo non c’è una convenzione comunale. Ma siamo comunque per l’accoglienza di tutti i bambini». Dal Comune hanno aperto un’istruttoria. E, prima di trovare una soluzione, l’assessore all’Educazione, Raffaella Curioni, vuol capire cosa sia realmente successo, per quali ragioni un bambino musulmano di dieci anni sia stato escluso dal Grest organizzato dalla parrocchia di Sant’Anselmo, a Buco del Signore.

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Secondo la madre del bimbo, l’esclusione è avvenuta proprio per la fede musulmana del bambino. Diversa, invece, la posizione del parroco di Sant’Anselmo, don Giancarlo Simonazzi, che ha parlato di un «campo confessionale nel quale si prega», motivando l’esclusione con il fatto che comunque non c’erano più posti disponibili.

Una vicenda su cui il Comune vuole ora vederci chiaro. «Abbiamo già avuto un veloce scambio con il parroco – spiega Curioni – che ci ha detto di non avere a disposizione un educatore per accudire il bambino durante i momenti di preghiera in chiesa, ai quali il bimbo non avrebbe partecipato. I genitori, invece, sostengono che l’entrare in chiesa non sarebbe stato un problema».

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Proprio per chiarire meglio la questione, dal Comune hanno deciso di fissare un appuntamento con la madre del bambino, contattandola attraverso la fondazione Mondinsieme: «Da quanto ci risulta – aggiunge Curioni – in quel campo estivo ci sono anche altri bimbi musulmani. Anche se non è convenzionato con il Comune, con Sant’Anselmo abbiamo avuto in passato collaborazioni molto positive, soprattutto per quel che riguarda progetti di assistenza ad adolescenti stranieri disabili. Non abbiamo mai avuto nessun problema. Per questo nei prossimi giorni vorremmo incontrare la famiglia del bambino. Il nostro scopo è verificare ciò che è accaduto». All’incontro parteciperanno anche l’assessore alla Città interculturale, Serena Foracchia, e il vicesindaco con delega al Welfare, Matteo Sassi. La stessa Foracchia ieri pomeriggio ha già contattato telefonicamente la famiglia del bimbo, parlando con uno zio: «Ci ha spiegato che da tempo sono a Reggio e che hanno sempre avuto ottime esperienze, accennando alla possibilità che si sia trattato di una semplice incomprensione». (e.spa.)

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