È fatta, il Parco tutelato dall’Unesco
Ieri a Parigi l’attesa decisione dell’organismo internazionale che inserisce l’Appennino Tosco-Emiliano nelle aree Mab
Alla fine è arrivato un successo al primo colpo che è andato oltre le aspettative: l’area dell’Appennino Tosco Emiliano - un’area ben più ampia di quella del Parco nazionale e che arriva a comprendere anche territori collinari come Casina e Vezzano sul Crostolo - è stato designato ufficialmente nell’assemblea dell’Unesco in corso ieri ed oggi a Parigi come area Mab Unesco, la rete dei territori dove si individuano interazioni innovative tra l’uomo ed il territorio.
All’assemblea era presente una folta delegazione della Regione, visto che le aree che attendevano risposta definitiva da questo incontro internazionale erano due: l’Appennino e il delta del Po, entrambe accolte. Nel suo discorso di ringraziamento, pronunciato in francese, il presidente del Parco nazionale Fausto Giovanelli si è detto «onorato per il riconoscimento nell’area Mab. Per noi e per la gente del nostro territorio questa giornata rappresenta un grande traguardo, un successo, che ci ricorda il valore del lavoro e dell’intelligenza della nostra gente, delle generazioni che prima di noi hanno costruito con fatica il paesaggio antropizzato ma rispettoso dell’ambiente che caratterizza il territorio, un territorio dal valore straordinario, di cerniera tra il paesaggio montano e quello mediterraneo».
«Questo riconoscimento – ha concluso Giovanelli – ci spinge ad andare avanti sulla linea dell’innovazione».
A Parigi era presente anche l’assessore regionale alle politiche ambientali Paola Gazzolo: «Per la nostra Regione si tratta di un risultato straordinario. Un riconoscimento che ci onora e al tempo stesso ci carica di una nuova responsabilità: delle tre candidature italiane riconosciute oggi, due riguardano la nostra regione. Questa prestigiosa qualifica, di cui possono fregiarsi solo 13 riserve italiane e 631 nel mondo, impreziosisce una vastissima area di inestimabile valore storico, culturale e ambientale. È un punto di partenza che ci dà la possibilità di internazionalizzare il nostro patrimonio ambientale e di promuovere una crescita sostenibile».
Conclude la Gazzolo: «Questo duplice riconoscimento consente di creare un polo attrattivo di interesse mondiale e di puntare alla creazione di una rete internazionale che rappresenta un connubio unico di paesaggi, storia, arte e natura».
Il primo banco di prova per sperimentare l’efficacia di questa impresa sarà l’Expo di Milano: «Una grande vetrina e un’occasione che non possiamo mancare – conclude la Gazzolo – Già nelle prossime settimane chiederemo un incontro con i ministri competenti per discutere delle azioni da mettere in campo per valorizzare al meglio questa nostra risorsa».
Della delegazione presente ieri a Parigi, facevano parte anche i sindaci di Castelnovo Monti, Enrico Bini, e quello di Villa Minozzo, Luigi Fiocchi.
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