Sotto sequestro allevamento di cani a Roncocesi
Il blitz del Corpo Forestale in una cascina alle porte di Reggio Nessuna autorizzazione per l’attività che dura da due anni
REGGIO EMILIA. Bull terrier, bulldog francesi, barboncini, maltesi, pastori tedeschi. Allevavano cani di tutte le razze e li vendevano stringendo contatti soprattutto attraverso il passaparola e internet. Peccato, però, che si trattasse di una attività totalmente abusiva, senza le autorizzazioni prescritte dalla legge.
Per questo motivo, dopo un’indagine e un blitz del Corpo forestale dello Stato, stazione di Reggio, per l’allevamento di Roncocesi è scattato il sequestro e per il titolare, un 33enne, la denuncia per una serie di reati.
Va detto, che non sono stati riscontrati maltrattamenti nei confronti degli animali, né nei confronti dei cuccioli né delle fattrici. Tanto che nonostante il sequestro, i 12 cani trovati nella struttura – dieci dei quali femmine per la riproduzione – sono stati affidati al proprietario, il quale dovrà continuare a prendersene cura.
A dare il via alle indagini sono state le denuncie arrivate negli uffici della Forestale da parte di due persone che avevano acquistato cuccioli di razza dal 33enne. In un caso, il problema era sorto quando un animale da subito aveva iniziato ad avere problemi di salute.
Gli accertamenti hanno portato i Forestali sino alla struttura di Roncocesi, dove attorno a una casa di campagna è stato da tempo allestito l’allevamento di cani.
I controlli hanno permesso di accertare che non esisteva alcuna autorizzazione da parte delle autorità competenti allo svolgimento dell’attività di allevamento e commercializzazione degli animali.
Una condizione, questa, che poneva l’allevatore sul mercato sempre molto vivo dei cani di razza in condizioni assolutamente concorrenziali, potendo proporre gli animali a costi decisamente più bassi rispetto a quelli delle strutture in regola. Si parla di circa 600-700 euro per un cucciolo di bull dog francesce contro i circa mille che una struttura, invece, legalmente riconosciuta chiede.
Sul caso è stato aperto un fascicolo in procura, di cui è titolare la dottoressa Isabella Chiesi. L’uomo, tra le altre cose, è stato denunciato anche per frode nell’esercizio del commercio: non risulterebbero fatture per i cani venduti in due anni di attività. Durante gli accertamenti sono emersi anche abusi edilizi.
Quello degli allevamenti di cani di razza abusivi non è un fenomeno isolato. Sono molte le attività, talvolta anche improvvisate a rischio della salute degli stessi animali, messe in piedi. Chi compra un cucciolo dovrebbe accertare che la struttura alla quale si rivolge sia in regola, attraverso l’anagrafe canina e l’Ausl.
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