«Divorati dalle tasse, ora basta»
Prampolini (Confcommercio) lancia la crociata contro il fisco vorace dalla trasmissione Ballarò
REGGIO EMILIA. Tolti i costi vivi e le tasse, una punta di grana venduta a 16 euro nel suo supermercato comporta un guadagno di soli 16 centesimi. Parola di Donatella Prampolini, che davanti alle telecamere di Ballarò schiera in fila i suoi iscritti per lanciare un ultimatum al fisco che tra gabelle, burocrazia e stangate, lascerebbe a fine anno ai commercianti solo le briciole. Una disamina sui mali che affliggono la categoria con tanto di battibecco finale con Marco Bentivogli, segretario della Fim-Cisl nazionale, ospite in studio di Massimo Giannini, che con l’intervento di Prampolini avrebbe toccato il picco di share della serata.
Tutto parte dal parallelo commercianti-evasori, che fa salire la pressione alla presidente della Confcommercio reggiana, entrata lo scorso aprile nella giunta nazionale della sigla e ormai lanciata verso la ribalta nazionale direttamente dal presidente nazionale Carlo Sangalli, che l’ha scelta proprio per la celebre trasmissione tivù andata in onda martedì sera.
«Io non mi sento un evasore, qui paghiamo tutte le tasse - ha tuonato da uno dei suoi supermercati l’imprenditrice reggiana - Noi commercianti siamo stanchi di essere chiamati evasori. La realtà è che oggi in Italia abbiamo una pressione fiscale che è ben oltre il 65%.
"Soltanto per pagare le tasse fisicamente impieghiamo di media 35 giorni di lavoro: un tempo necessario per calcolarle, per stare dietro a tutti gli adempimenti eccetera. Più di un mese di lavoro. Poi ci servono altri 10 mesi di lavoro per pagare quanto chiesto dallo Stato. Forse a novembre cominciamo a lavorare per la nostra attività. E noi non delocalizziamo, creiamo occupazione in Italia, dovremmo essere protetti da questo Stato che invece ci maltratta e ci tratta come evasori. Siamo veramente molto stanchi, crediamo che si debba dare veramente una svolta, la pressione fiscale deve necessariamente calare se no noi non ce la faremo più. Chiuderemo le serrande e se lo facciamo se ne vanno i posti di lavoro in Italia».
E giù applausi. A fare da contro canto è il sindacalista, che chiede numi sull’evasione cronica, soprattutto quella legata all’Iva, 60 miliardi l’anno, mica bruscolini. Prampolini prende il microfono da Reggio e invita Bentivogli «a fare il commerciante per un mese. Poi dopo mi dice come si sta a lavorare 12-14 ore al giorno e portare a casa quanto un cinese. Un mese solo perché di più non ci durate». Insieme a Prampolini c’è anche Luca Tamagnini, 27enne reggiano presidente del settore moda di Confcommercio Reggio, che racconta come su una scarpa da 200 euro made in Italy riesca a guadagnarci un paio di euro. «Probabilmente bisogna farsi carico di alcune cose che sono state dette e che sono caricaturali - risponde il sindacalista - Se uno ha l'1% di margine su una scarpa probabilmente fa la carità. Purtroppo la stessa verve dovrebbero averla coloro che non vanno dal commercialista per decidere quanto pagare di tasse perché gliele trattengono direttamente dalla busta paga».
«Pretendiamo che i proventi per la lotta alla evasione vengano girati per ridurre la tassazione» taglia corto Prampolini, che ieri afferma di aver ricevuto oltre 300 messaggi di solidarietà da tutta Italia.
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