Per l’agroalimentare reggiano le frontiere sono Usa e Canada
REGGIO EMILIA. Si conclude oggi l’intensa due giorni promossa dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia che ha messo a confronto una ventina di imprese reggiane del settore agroalimentare con una...
REGGIO EMILIA. Si conclude oggi l’intensa due giorni promossa dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia che ha messo a confronto una ventina di imprese reggiane del settore agroalimentare con una delegazione di operatori economici provenienti da Stati Uniti e Canada, due dei più interessanti mercati per l'export reggiano.
Gli Usa, infatti, si collocano già al terzo posto (dopo Germania e Francia) della graduatoria delle esportazioni delle imprese reggiane, con 620 milioni di euro di valore, ma soprattutto presentano tassi e previsioni di crescita particolarmente rilevanti.
I dati degli ultimi quattro anni sono al proposito espliciti: dal 2011 al 2014, le esportazioni reggiane sono salite sempre a due cifre percentuali, chiudendo il 2014 con un +14,1%.
Analogo il discorso per il Canada, che pur collocandosi solo al ventunesimo posto nella graduatoria dell'export reggiano e nonostante la lieve flessione del 2014 (da 99 a 93 milioni di euro), presenta opportunità di sviluppo particolarmente rilevanti, legate al forte apprezzamento dei prodotti reggiani e ad una crescita del Pil che per il 2015 è prevista nel 2,3%.
Gli incontri d'affari con gli operatori statunitensi e canadesi «rientrano - spiega il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - non solo in un calendario di incoming decisamente potenziato in occasione di Expo 2015, ma soprattutto nell'impegno che abbiamo assunto per favorire l'ampliamento dei confini geografici entro i quali si muovono le nostre imprese, troppo spesso (nel 54% dei casi) presenti su un solo Paese estero».
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