Ricerca all’ospedale: cento progetti e già due brevetti
Inaugurazione dei locali dei nuovi laboratori al Santa Maria Al lavoro un’équipe composta da venti “cervelli”
REGGIO EMILIA. Non solo banconi e muri, ma anche tecnologie sofisticate e costose, con le quali lavorano una ventina di giovani ricercatori, in una superficie di circa 410 metri quadrati. È qui, nei laboratori di ricerca, che i cervelli reggiani hanno sviluppato oltre cento progetti all’avanguardia, brevettando le “invenzioni scientifiche”. E proprio i laboratori sono stati il cuore dell’Open day con cui sono stati inaugurati ieri all’Ircss Santa Maria Nuova i nuovi locali per la ricerca. Un’apertura alla cittadinanza e agli operatori, che non sempre conoscono questa realtà fondamentale per la medicina odierna.
A dare il via all’iniziativa, i saluti del direttore sanitario Giorgio Mazzi e della dottoressa Adriana Albini, che in soli tre anni ha contribuito in maniera determinante alla nascita dei nuovi laboratori. Assente il neo direttore generale, Antonella Messori. I laboratori, ora collocati nei nuovi locali al primo piano e in precedenza collocati al quinto piano, hanno dato vita dal 2012 a circa un centinaio di progetti di ricerca, due brevetti e collaborazioni con realtà reggiane, sia da un punto di vista didattico che pratico. Una ventina i giovani ricercatori che hanno sviluppato in questi anni progetti scientifici di particolare rilievo su tre filoni: quello transalazionale molecolare e clinico, quelli sulla nutrizione e la corretta alimentazione, e quello rivolto al microambiente.
Un complesso umano e tecnologico la cui storia è stata sintetizzata dagli interventi dei group leader Alessia Ciarrocchi per la Ricerca molecolare, Raffaele Frazzi per la Oncodermatologia sperimentale, Katiuscia Dallaglio per la Biologia cellulare e le Cellule staminali e Sally Maramotti per la Biochimica e i Biomarcatori. Ai loro interventi sono seguite le parole del direttore facente funzione del Laboratorio di Genetica, Fabrizia Franchi, e di Davide Nicoli, dirigente del laboratorio di Biologia Molecolare.
Se Giorgio Mazzi ha sottolineato «come questa inaugurazione rientri nel cinquantenario della nascita di un ospedale che con queste realizzazioni mostra di guardare al futuro», è toccato ad Adriana Albini illustrare il cammino fin qui percorso, con toni che sono parsi a molti un passo d’addio. «La spinta verso l’innovazione nella salute – ha detto – ha portato a programmare, costruire e realizzare moderni laboratori di ricerca, acquisendo attrezzature che stanno facendo dell’ospedale un centro studi molto stimato e apprezzato».
Da ultimo, l’Albini ha anche ricordato come il Santa Maria Nuova sia diventato istituto di ricerca a carattere nazionale, nell’ambito dei “Modelli Assistenziali e Tecnologie Innovative”, con un focus sull’oncologia nel 2011, dopo essere stato riconosciuto dall’Organizzazione Europea degli Istituti sul Cancro. Un risultato ottenuto anche grazie al reperimento di finanziamenti in “conto capitale” per l’acquisto di tecnologie che hanno superato i due milioni di euro in tre anni e al contributo annuo di 1,5 milioni di euro che il Ministero riconosce all’Ircss.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
