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la testimonianza

«Sono entrati all’improvviso e mi hanno riempito di botte»

«Sono entrati all’improvviso e mi hanno riempito di botte»

REGGIO EMILIA. «Ero in garage che stavo aggiustando la macchina. All’improvviso, sono arrivati quei due e mi hanno riempito di botte». Simone Ligabue, 36 anni autista di corriere, non ha tanta voglia...

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REGGIO EMILIA. «Ero in garage che stavo aggiustando la macchina. All’improvviso, sono arrivati quei due e mi hanno riempito di botte».

Simone Ligabue, 36 anni autista di corriere, non ha tanta voglia di parlare. Addosso ha ancora i segni del brutale pestaggio subito praticamente dentro casa, nel cuore della frazione di Cadé. Da parte di tre individui mai visti primi. E ancora lui stesso è allibito, non sa spiegarsi perché quegli individui che nemmeno conosceva se la sono presa con lui. «Non mi hanno detto cosa volevano e non mi hanno portato via niente. Però, mi hanno puntato la pistola e hanno iniziato a darmi calci e pugni» racconta.

E’ vero, la via Emilia e le frazioni che le sorgono intorno non sono sempre territori facili in cui vivere. Pagano quella posizione di passaggio, quell’essere un po’ una terra di confine tra due grandi città dove si passa ma non si resta e dove talvolta chi si ferma porta con sé un carico di contraddizioni e conflittualità di cui spesso anche la cronaca riporta le conseguenze. Ma quello che è successo martedì sera resta inspiegabile e clamoroso. «No – conferma l’uomo – qui non abbiamo mai avuto nessun problema».

E invece, mentre era solo nel garage ha dovuto fare i conti con tre individui aggressivi, forse pronti a tutto considerando che erano armati di pistola e con del nastro adesivo con il quale lo volevano immobilizzare. «Non ci sono riusciti perché mi sono ribellato. Poi ho iniziato a gridare e loro sono fuggiti via» conferma.

La sua abitazione si trova in un cortile circondato da altre case a pochi metri l’una dall’altra. Impossibile che in questi giorni di caldo, con le finestre aperte nessuno sentisse le sue grida di aiuto. Per questo forse i banditi se ne sono andati senza tentare ulteriormente di portare a termine il loro disegno. «All’ospedale mi hanno dato dieci giorni di prognosi, non sono andato al lavoro». (el.pe)

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