Alla Notte Blu il flash mob per l'Acqua Pubblica
Prima dell'apertura della centrale idrica, la protesta dei referendari contro i sindaci
REGGIO EMILIA. E’ stato l’aperitivo della “Notte Blu”: nel tardo pomeriggio di ieri, mentre in via Gabelli fervevano gli ultimi preparativi per l’apertura alla città dell’acquedotto più moderno della città, davanti ai cancelli si sono presentati i rappresentanti del Comitato provinciale “Acqua Bene Comune”, i referendari che dalla vittoria del referendum nazionale si battono per la ripubblicizzazione del ciclo idrico.
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Ed era abbastanza prevedibile che la seconda edizione de “La Notte Blu” - ovvero l’iniziativa di Iren che alle porte dell’estate apre alla città la sua centrale idrica più moderna - diventasse anche un palcoscenico per questa protesta.
Resa ancor più attuale all’indomani della bocciatura del piano di ripubblicizzazione - teorizzato in uno studio di fattibilità - da parte della direzione provinciale del Pd. Nel mirino - almeno a giudicare dai cartelli che portavano i referendari, ci sono i sindaci, schierati per la maggior parte con chi ritiene “non sostenibile”, soprattutto dal punto di vista economico, il passaggio della gestione del ciclo idrico da Iren ai comuni.
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Una manifestazione pacifica, quella dei referendari, che tuttavia ha indotto gli organizzatori della “Notte Blu” a chiamare sul posto i carabinieri. Un intervento forse eccessivo visto l’assoluto carattere pacifico dei manifestanti. Poi la serata è continuata all’interno della centrale tra giochi di luce e visite guidate all’interno della torre più alta di Reggio.
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