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Così via Paradisi cerca di trovare una nuova vita

di Massimo Sesena
Così via Paradisi cerca di trovare una nuova vita

Angelo Mosconi, “economista di strada”, insieme a un gruppo di volontari sta gestendo il ricambio dei negozianti della strada nella zona della stazione

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REGGIO EMILIA. Si definisce “economista di strada” e con l’economia (ma non solo), assieme a una associazione di cittadini nata attorno al quartiere più problematico di tutta la città, quello della Stazione, sta cercando di cambiare volto a una strada che di quel quartiere fa parte.

Angelo Mosconi, uno dei fondatori dell’Ifoa, oggi passa le sue giornate da pensionato in via Paradisi: «Le prostitute non ci sono più, almeno sulla strada. Le cose qui stanno cambiando e non con delle chiacchiere. E questo quartiere, di chiacchiere, rischia davvero di morire».

Mosconi spiega come è nasta l’associazione, «tutta di professionisti» che vuole cambiare volto al quartiere della stazione: «Siamo partiti da via Paradisi, che tempo fa era considerata il fulcro di malaffare e delinquenza. E non è che siano mai stati risolutivi, in questi anni, i blitz delle forze dell’ordine contro spaccio e prostituzione. Troppa pubblicità negativa e troppe promesse non mantenute dalla politica: questo è il nostro nemico da battere». Il modello è quello che è stato presentato proprio nei giorni scorsi con l’evento pubblico “Paradisi street”: una rete di attori che si adoperano quotidianamente per trasformare un ghetto in un vero e proprio quartiere internazionale. Parole, altre parole, verrebbe da dire. Ma Mosconi non ci sta: «Abbiamo smesso da tempo – dice – di raccontarci una realtà che non c’è e abbiamo cominciato ad affrontare quella reale. Come? Facendo rete con le realtà che vivono nella zona e con quelle che quotidianamente affrontano il disagio. La scuola elementare di Ospizio, la Parrocchia, l’asilo parrocchiale Elisa Lari, ma anche le associazioni di volontariato come il Ceis e la cooperativa Ravinala». E proprio la cooperativa Ravinala ha aperto un suo punto vendita in via Paradisi. Come?

«Siamo andati dai proprietari stranieri dei negozi e abbiamo loro proposto un contratto d’affitto con riscatto». E’ questo il modello economico che l’economista di strada Mosconi sta cercando di proporre anche ad altri commercianti di via Paradisi. Con risultati che lui stesso, da quando ha intrapreso questa sorta di attività immobiliare, non esita a definire positivi: «Con due di questi negozianti – dice – siamo ancora in trattativa. Un terzo negoziante ci ha detto di no a questo tipo di locazione, ma al tempo stesso ci ha dato la disponibilità ad utilizzare gratuitamente alcuni spazi nella zona». Per fare cosa? Qual è il progetto imprenditoriale dell’associazione che fa capo a Mosconi: «Da economista di strada quale sono ho rovesciato la legge di Thomas Gresham, secondo cui la moneta cattiva scaccia quella buona. Ecco, qui io credo sia possibile che si verifichi l’esatto contrario, ovvero che la moneta buona scacci quella cattiva».

Tradotto, da negozi abbandonati, bar e altri locali che diventano luoghi di bivacco, prostituzione e spaccio di droga, si può passare a negozi di artigianato creativo, a spazi sani di aggregazione». Come la scuola di cinese, un’altra idea di Mosconi e soci, «perché i bimbi nati qui imparano l’italiano ma il cinese non lo sanno. E per gli adulti è il contrario. Abbiamo più di sessanta bambini al pomeriggio».

La leva su cui agire è ovviamente quella che oggi preoccupa di più chi abita, magari da anni, via Turri, via Paradisi e dintorni. Ovvero la svalutazione, che ormai sembra irrefrenabile, degli immobili della zona, siano essi negozi o appartamenti. Invero, questa è anche la strada su cui, su un altro versante di quella stessa zona, ha intenzione da tempo di insistere la giunta di Luca Vecchi: riempire i vuoti immobiliari di viale IV Novembre (anche magari trasformando appartamenti in uffici) con aziende innovative, sull’esempio della ormai famosissima Tiwi di Nicola Bigi. Perché se adesso una zona non è esattamente l’ideale per viverci, può essere conveniente (anche dal punto di vista economico) per lavorarci. In via Paradisi tuttavia, il progetto dell’associazione guidata da Mosconi va avanti su binari più pragmatici: «Vogliamo portare artigianato creativo, magari anche vecchi mestieri, come il ciabattino o il meccanico di biciclette. Aiutando chi vuole intraprendere a reperire i fondi necessari attraverso questa forma della locazione a riscatto».

E il Comune, in tutto questo, cosa dovrebbe fare? «Sostenerci e lo sta facendo, come testimonia il rapporto costruttivo che abbiamo messo in piedi con il sindaco Luca Vecchi e l’assessore Serena Foracchia».

Ma poi Mosconi aggiunge: «Questo sindaco – dice – deve evitare di commettere gli errori dei suoi predecessori. Ad esempio, sulla questione dei distacchi di Iren, non si può tenere un atteggiamento così intransigente. Con queste persone – dice – occorre dialogare. Bisogna cercarlo ogni giorno il dialogo con loro».

massimosesena

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