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Il tecnico della ditta “bocciata” era in commissione urbanistica

di Giuseppe Galli
Il tecnico della ditta “bocciata” era in commissione urbanistica

Da oggi i tre commissari nominati dal prefetto iniziano le loro indagini in municipio a Brescello Un ex consigliere comunale, eletto con Vezzani, lavora per una società esclusa dalla “white list”

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BRESCELLO. Appalti, opere pubbliche già eseguite, prestazioni di servizio, documenti e carte sull’attività amministrativa e, soprattutto, eventuali collegamenti fra amministratori, consiglieri comunali, persone che lavorano in municipio e la criminalità organizzata. E’ su tutti questi aspetti, in pratica sull’intera vita del Comune di Brescello degli ultimi anni, che verterà l’inchiesta amministrativa disposta dal prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto, che ha nominato una Commissione ad hoc che – dopo la “visita” di mercoledì pomeriggio, per comunicare al sindaco Marcello Coffrini e al segretario comunale l’accesso in municipio – da questa mattina inizierà il lavoro vero e proprio.

L’inquadramento socio-economico di Brescello deve fare i conti, ormai da molti anni, con l’insediamento della criminalità organizzata, presente nel territorio comunale già dall’inizio dei primi anni Novanta, e compito della Commissione prefettizia sarà quello di verificare la sussistenza di forme di ingerenza da parte delle ’ndrine nei confronti dell’amministrazione comunale: non solo quella in carica da poco più di un anno, guidata da Marcello Coffrini, ma anche quelle precedenti, come quella guidata per dieci anni da Giuseppe Vezzani, di cui Marcello Coffrini era comunque assessore.

Ma è sbagliato pensare che i tre commissari – il vice prefetto vicario di Reggio Emilia, Adriana Cogode, il capitano dei carabinieri Dario Campanella, comandante della compagnia di Castelnovo Monti, e Giuseppe Zarcone, dirigente del servizio contabilità e gestione finanziaria della prefettura di Torino – indaghino all’interno del municipio di Brescello solo perché il primo cittadino ha parlato con Francesco Grande Aracri, arrivato in paese alla fine degli anni Ottanta e condannato per mafia nel 2004 e che il sindaco possa essere il loro obiettivo, anzi.

In base al dettagliato rapporto informativo fatto dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia, che ha indotto il prefetto Ruberto a chiedere al ministero dell’Interno di poter istituire una Commissione, ci sarebbero tanti e diversi elementi da chiarire.

Solo due mesi fa, ad esempio, quando in aprile la prefettura di Reggio Emilia ha respinto la richiesta di ammissione alla “white list” avanzata dall’Emiliana Costruzioni Srl di Brescello (con sede in via Anna Frank 12 e rappresentata da Salvatore Muraca), a causa di un contratto di locazione stipulato con un’azienda in odore di ’ndrangheta, è emerso un particolare che avrebbe subito fatto drizzare le antenne agli investigatori.

All’interno dell’Emiliana Costruzioni, infatti, un ruolo di primo piano è rivestito dal 58enne Francesco Candela, che svolge la funzione di responsabile tecnico. L’uomo ha alle spalle due legislature da consigliere comunale all’interno della squadra dell’ex sindaco Giuseppe Vezzani, dal 2004 fino all’anno scorso. Già in seguito alla prima elezione, Candela venne inserito all’interno della commissione urbanistica permanente insieme a diversi altri consiglieri, tra i quali l’attuale sindaco in carica Marcello Coffrini.

E questo potrebbe rappresentare già un punto di partenza per i tre commissari, da oggi (e per tre mesi, con la possibilità di proroga per altri 90 giorni) alla ricerca di tutto ciò che possa avere a che fare con eventuali infiltrazioni mafiose all’interno dell’attività dell’amministrazione comunale e del Comune di Brescello.

In caso di riscontri in tal senso, il provvedimento previsto dal decreto legislativo 267 dell’agosto 2000 è lo scioglimento del consiglio comunale.

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