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Rifiuti Rio Riazzone due milioni e mezzo per coprire l’area

di Adriano Arati
Rifiuti Rio Riazzone due milioni e mezzo per coprire l’area

Scandiano: saranno usati ghiaia e terriccio del territorio in modo da ridurre al minimo i mezzi pesanti in transito

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SCANDIANO. Lavori da due milioni e mezzo di euro, da concludersi entro 24 mesi usando principalmente materiale reperito in zona.

È stato presentato ufficialmente il piano per la copertura definitiva della discarica di Rio Riazzone a metà fra Scandiano e Castellarano, chiusa dal 2008. Mercoledì sera, al circolo dei Colli di San Ruffino – la frazione scandianese più vicina all’area di deposito rifiuti – l’amministrazione comunale e Iren hanno illustrato le operazioni agli abitanti.

Presenti il sindaco Alessio Mammi e l’assessore all’Ambiente Marco Ferri e diversi tecnici di Iren, che ha sempre gestito la struttura, fra cui l’ingegnere Stefano Teneggi, la persona incaricata della stesura del progetto.

È stata confermata la linea già scelta nel 2014, quella dal minor impatto ambientale con l’uso di inserti naturali per creare una nuova superficie grazie a una serie di coperture dell’area, da 70mila metri quadrati di estensione complessiva. Una soluzione meno invasiva rispetto a quella di smuovere i rifiuti accumulati per pareggiare le formazioni esistenti. Scartate definitivamente, come annunciato da tempo, le altre ipotesi, come quelle sulle ceneri degli inceneritori Iren e dei detriti del terremoto del 2012. Si parla di un percorso a tappe, che prevede diverse coperture, alcune delle quali già esistenti, per creare diversi strati protettivi, così da isolare il più possibile i rifiuti dall’esterno, per evitare perdite, contaminazioni, odori sgradevoli e l’esposizione a raggi ultravioletti.

Il costo complessivo è di circa due milioni e mezzo di euro, i lavori inizieranno nei prossimi mesi per concludersi presumibilmente nel corso del 2016. La scadenza ultima per terminare l’intervento è comunque di 24 mesi massimi, entro il 2017 dunque.

Terminati i carotaggi e i test, si inizierà a portare a Rio Riazzone gli enormi teloni di materiale isolante, molto sottile ed estremamente resistente, che verrà usato per alcuni strati “chiusi”. Altri invece prevedono separazioni filtranti, in un’alternanza studiata per garantire la massima sicurezza e allo stesso tempo una gestione “naturale” del nuovo fondo che si verrà a creare. Uno dei mandati precisi è quello di utilizzare poi materiali il più possibile ambientali o naturali, e in questo caso scegliendo ghiaia e terriccio presenti nelle colline circostanti, per ridurrre al minimo il trasporto dall’esterno e il conseguente passaggio di mezzi pesanti. Questo era già un disagio sentito negli anni di apertura della discarica, e ora si cerca di limitarlo.

«Siamo riusciti a trovare gran parte dei materiali in zona, e questo diminuirà il numero dei camion in transito: dall’esterno dovranno arrivare materiali pari a duemila camion, al massimo. Se avessimo portato tutto da fuori, ci sarebbero voluti almeno ottomila, novemila viaggi di mezzi pesanti. Anche qui abbiamo puntato a ridurre il fastidio al minimo», hanno chiarito i tecnici Iren.

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