Sciopero degli scrutini bene ma solo alle superiori
Per la Cgil le adesioni maggiori al Russell di Guastalla e al d’Arzo di Montecchio Alla media Leonardo consegnato ai genitori un documento insieme alle pagelle
REGGIO EMILIA. La più larga adesione allo sciopero s'è verificata nelle scuole superiori, La partecipazione è stata significativa anche alle medie inferiori ma poco rilevante nelle scuole elementari, che hanno un sistema di valutazione diverso, non rigidamente vincolato alle riunioni dei consigli di classe. Il blocco degli scrutini, però, difetta ancora di un bilancio complessivo, che i sindacati proveranno ad abbozzare oggi sulla base dei dati raccolti dai propri iscritti, vista l'estrema lentezza con cui l'autorità scolastica li comunica.
Intanto la Flc-Cgil segnala i casi di maggiore successo della protesta, dalla quale le norme sui servizi pubblici esentavano le classi sottoposte ad esame finale, cioè le terze medie e le quinte superiori. La totalità degli scrutini scioperabili è stata rinviata nelle sezioni liceali del Russell di Guastalla e nelle scuole medie Aosta e Einstein. Si è toccato il 90% al D'Arzo di Montecchio e una percentuale analoga al Nobili, più del 70% al Chierici, il 62% al Cattaneo di Castelnovo Monti, il 60% al liceo Moro. Fra le scuole primarie emergono la Balletti di Mancasale, che ha superato la metà delle classi, e la Bergonzi (50%), entrambe a tempo pieno. Per sospendere uno scrutinio bastava che scioperasse un insegnante di quella classe. Alla media Don Borghi un iscritto alla Cgil, professore di musica di sostegno, da solo ne ha bloccati sei. La protesta, però, è durata solamente due giorni. Subito dopo i consigli di classe vengono di nuovo riuniti. Così molti docenti sono poi costretti a un impegno straordinario, non retribuito, per rispettare i tempi di consegna delle pagelle, già fissati per i giorni scorsi in molte scuole medie, e il termine di domani stabilito per la pubblicazione dei risultati delle superiori, dove la settimana prossima avrà inizio la maturità. In qualche scuola media i professori hanno approfittato della consegna delle pagelle per informare i genitori delle ragioni dello sciopero. Alla Leonardo da Vinci l'hanno fatto ieri con un documento che attacca la "buona scuola" renziana su sei questioni di fondo. Al "preside sceriffo" dotato di poteri forti viene contrapposta la collegialità delle decisioni, a cui ora partecipano il collegio dei docenti e il consiglio d'istituto. Gli insegnanti, poi, bocciano le differenziazioni salariali: «Non vogliamo premi, ma formazione per tutti». In merito alle nuove assunzioni, dopo avere sottolineato che non ne sono previste per i non docenti, scrivono: «Resteranno i precari supplenti e quelli assunti avranno meno diritti, mentre le classi sono sempre più affollate». Il finanziamento deciso dai privati è destinato, a loro parere, ad accentuare le disparità fra le scuole e le aree geografiche. Il documento demitizza la banda larga, vista la scarsità e l'obsolescenza degli strumenti informatici di cui le scuole sono dotate. Infine denuncia l'assenza di un piano per l'insegnamento della lingua italiana ai tantissimi alunni stranieri.
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