La commissione acquisisce le prime prove
Brescello: un team dei carabinieri al fianco del vice prefetto. Il Pd: «Un’indagine senza pregiudizi»
BRESCELLO. Supportata da un team dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia, la commissione prefettizia chiamata a indagare sull’attività dell’amministrazione comunale di Brescello, e valutare l’eventuale presenza di infiltrazioni mafiose, ha iniziato il proprio lavoro ieri mattina in municipio.
Cinque carabinieri – guidati dal capitano Dario Campanella, che compone la commissione insieme al vice prefetto vicario Adriana Cogode e al dirigente della prefettura di Torino Giuseppe Zarcone – hanno iniziato ad acquisire le prime documentazioni, che dovranno poi essere analizzate dalla commissione stessa. Non sarà certo un lavoro semplice, perché si tratta di un’inchiesta amministrativa che va a scavare nell’ultimo decennio dell’attività comunale.
Dalla prossima settimana sono previste anche alcune audizioni, tra le quali quella del sindaco Marcello Coffrini.
Sull’inchiesta avviata dalla commissione di indagine e accesso agli atti per verificare l’operato amministrativo nel Comune di Brescello, interviene il circolo locale del Partito Democratico, vuole sottolineare «che la suddetta commissione ha lo scopo di indagare senza pregiudizi ed è quanto già auspicato in precedenza da più parti: dal sindaco, dal segretario provinciale del Partito Democratico, Andrea Costa, e dall’onorevole Claudio Fava, vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia. Non possiamo quindi che confidare nella giustizia, fiduciosi che la Commissione sarà in grado di far luce sulla vicenda che fino ad ora ha coinvolto l’amministrazione».
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