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Ruba vestiti e giochi per regalarli al figlio: «Sono senza soldi»

Ruba vestiti e giochi per regalarli al figlio: «Sono senza soldi»

"Quando ho visto dentro l’auto quei giochi e i vestiti da bimbo ho perso la testa, ho pensato a mio figlio che quelle cose non le avrà mai e ho fatto il furto"

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REGGIO EMILIA. «Quando ho visto dentro l’auto quei giochi e i vestiti da bimbo ho perso la testa, ho pensato a mio figlio che quelle cose non le avrà mai e ho fatto il furto... Mi scuso, non ho capito più nulla».

E’ quanto ha detto – in tribunale – il marocchino Mohamed Alì (37 anni, un sacco di precedenti penali sulle spalle) motivando così il furto commesso il giorno precedente in via Gigli, nel quartiere Tondo.

Ha preso di mira una macchina di piccola cilindrata, forzando un finestrino leggermente aperto nella parte posteriore dell’auto. Effettivamente sul sedile vi sono, dentro una busta di plastica, giochi per bambini e vestiti.

Il nordafricano, una volta forzato il finestrino, s’impadronisce facilmente del contenuto di quella busta, ma non ha fatto i conti con un poliziotto fuori servizio che proprio in quel momento passa di lì. All’occhio esperto dell’agente non sfuggono i movimenti del ladruncolo e non ci mette molto a bloccarlo, chiamando poi “rinforzi”.

Giochi e vestiti vengono restituiti alla proprietaria della macchina, mentre per Alì inizia l’ennesimo iter giudiziario della sua vita che ha già conosciuto il carcere.

Ieri in aula il 37enne ha detto di aver lavorato come muratore, ma che ora è disoccupato e fatica a mantenere moglie e figlio. Partendo da queste difficoltà economiche, ha poi spiegato il perché non sia riuscito a trattenersi vedendo giochi e vestiti che non poteva permettersi per il figlio e ha cercato quell’illecita “scorciatoia”. E’ una scusa o la situazione di un uomo in crisi nera?

«Sono dispiaciuto – ha aggiunto il marocchino, difeso dall’avvocatessa Federica Riccò – e chiedo scusa. Da quando sono uscito di cella non faccio più cose gravi». A quanto pare, però, la lezione non gli è servita.

Per lui il pm Laura Piemonti ha chiesto il divieto di dimora a Reggio, ma ha prevalso la linea difensiva che ha chiesto l’obbligo di firma (tutti i giorni in questura). Se ne riparlerà in aula l’8 luglio. (t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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