Fava: «È imbarazzante la presenza di Coffrini»
Brescello: il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia plaude all’iniziativa del prefetto di Reggio di andare a indagare in Comune
BRESCELLO. Era stato proprio lui, Claudio Fava, a chiedere prima la rimozione di Marcello Coffrini da sindaco, poi l’insediamento di una Commissione d’accesso. Il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia torna oggi sul caso.
E’ soddisfatto dell’insediamento della commissione?
«Direi di sì. Il prefetto di Reggio Emilia è persona giudiziosa e puntuale. Questo dimostra che non si può parlare impunemente, senza trarne le conseguenze, di una famiglia storicamente mafiosa. Facendo finta di parlare d’altro, senza rendersi conto della gravità di cosa si dice e soprattutto, del modo in cui si legittima l’egemonia sociale di una famiglia mafiosa, su un territorio così piccolo e condizionabile. Ribadisco: quella del sindaco Coffrini è una presenza ingombrante e imbarazzante, che non garantisce l’impermeabilità del tessuto sociale del paese».
La prefettura si è mossa anche sulla scorta di un corposo rapporto dei carabinieri in cui, a quanto pare, si ipotizzano diverse situazioni quantomeno discutibili.
«Mi sembra che sia stato giusto inviare a Brescello la commissione. Se da quel rapporto, come peraltro prevedibile, risultano mondi torbidi e situazioni opache, il minimo che si potesse fare era mandare una commissione d’accesso per verificare se davvero in paese vi siano condizioni di agibilità politica e democratica».
Ma se tutto dovesse risolversi in un nulla, non c’è il rischio che questa operazione rafforzi lo stesso Coffrini, trasformandolo quasi in un eroe, vittima di campagne persecutorie ai suoi danni?
«Assolutamente no. Lui esce già sconfitto da questa vicenda, sul piano dei comportamenti e delle norme sostanziali, intese come grammatica “naturale” di ogni buon amministratore. Quell’ormai famigerata intervista ai ragazzi di Cortocircuito, la continua reticenza su Grande Aracri, lo stesso maldestro tentativo di costruire consenso attorno alla sua figura con sedicenti manifestazioni di piazza, come se questo potesse bastare a risolvere la situazione… Coffrini non è certo il sindaco ideale di una città e di un territorio a forte tradizione democratica».
Lui stesso ha detto: ben venga la commissione, non abbiamo nulla da nascondere.
«Il rapporto dei carabinieri aggiunge tasselli a una situazione già nota e rende la situazione ancora più vischiosa – e, quindi, urgente un intervento – ma non aggiunge nulla all’inadeguatezza del personaggio, per quello che ha detto e che ha fatto, in un territorio dove la presenza della mafia è storica e ormai consolidata, e proprio per questo ha bisogno di risposte chiare e inequivocabili». (p.c.)
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