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Furti da Coin, arrestato il capo negozio

Furti da Coin, arrestato il capo negozio

Fermato a fine turno con una borsa carica di articoli di marca. La giustificazione: «Regali per farmi accettare dagli amici»

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REGGIO EMILIA. Da qualche tempo, la direttrisce del negozio aveva notato la sospetta sparizione di articoli di marca. La sorpresa è stato scoprire che a portarsi a casa tutto era stato un collega, assunto addirittura con il ruolo di capo negozio.

E’ la vicenda che vede come protagonista un 31enne reggiano. Il negozio in questione è il punto vendita della catena Coin, in via Emilia San Pietro pieno centro storico. L’uomo è stato colto sul fatto e arrestato con l’accusa di furto aggravato e continuato.

A dare il via alle indagini, erano stati i sospetti della direttrice del punto vendita. Troppe le scarpe, i capi di abbigliamento e gli altri articolispariti. Inizialmente, aveva creduto che a portarli via fosse qualche cliente: i taccheggi, purtroppo, sono sempre più frequenti. Poi, però, ha capito che doveva essere qualcuno interno al negozio. E i sospetti sono arrivati sino al 31enne. Trovando, ahimè, conferma.

Il giovane, infatti, l’altro giorno è stato fermato al termine del turno di lavoro: la direttrice era già in contatto coi carabinieri a cui aveva presentato diverse denunce. Il dipendente era in possesso di una borsa di pelle. Quando è stata controllata, sono spuntati indumenti intimi, profumi e capi d’abbigliamento delle più prestigiose marche per un valore di 800 euro. Si parla di capi Timberland, Moschino, Calvin Klein, Emporio Armani, Tosca Blu. A quel punto, sono stati fatti arrivare i carabinieri e le perquisizioni si sono portate anche nella sua casa e in auto: qui i militari hanno trovato un ingente partita di merce (borse, borselli, portafogli, capi d’abbigliamento vari, indumenti intimi, profumi, candele profumate) dei brand più esclusivi per un valore commerciale di oltre 7.000 euro. E tutti risultati rubati.

Di fronte all'evidenza, il 31enne ha spiegato che quei furti erano per dei regali ad amici e amiche: solo in questo modo, avrebbe raccontato, si sentiva accettato. Le indagini ora proseguono per comprendere da quanto tempo l’uomo rubava e quale altra refurtiva abbia sottratto.

Dato che si tratta di un incensurato che non è pericoloso, il pm Giulia Stignani lo ha subito liberato. Difeso dall’avvocato Federico De Belvis, il giovane dovrà comunque affrontare l’udienza di convalida dell’arresto.

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