Reggio Emilia, il Comune ritorna all’ex Frumentaria
Il palazzo sarà pronto ad ottobre dopo la ristrutturazione. Con l’operazione si abbatteranno 289 mila euro di spese d’affitto
REGGIO EMILIA. Il Comune prepara il trasloco di parte dei suoi uffici nel palazzo dell’ex Frumentaria, risparmiando circa 289 mila euro in affitti. È quanto stabilito da una delibera di giunta che ha un triplice obiettivo: riunire una parte dei servizi alla cittadinanza in un’unica sede di proprietà dell’amministrazione comunale, abbattere i costi di affitto per i servizi dislocati al di fuori del municipio e, attraverso questa operazione, trovare risorse per il bilancio della partecipata Osea.
Una mini-rivoluzione che prenderà il via a ottobre, quando termineranno i lavori di ristrutturazione dell’ex Frumentaria, cominciati oltre un anno fa: una superficie di circa 1.350 metri quadrati, articolati su tre piani, nei quali l’amministrazione ha intenzione di trasferire alcuni servizi come l’anagrafe (già in passato ospitata nei locali del palazzo), il servizio Comunicazione o il servizio Tributi. La decisione definitiva verrà presa soltanto nei prossimi mesi dalla direzione tecnica. Ma, intanto, secondo i calcoli dell’ente il risparmio di spesa si aggirerà sui 289 mila euro. È questo infatti il costo degli affitti pagati ogni anno dal Comune ai privati per le sedi dei servizi da trasferire. Solo per l’anagrafe, ad esempio, la cifra che il Comune versa annualmente a Telecom per lo stabile di via Toschi circa 170 mila euro. Di qui l’intenzione di spostare alcuni di questi servizi nel restaurato palazzo dell’ex Frumentaria.
«La delibera è finalizzata proprio a questo – spiega l’assessore al Bilancio, Francesco Notari – paghiamo 289 mila euro di affitti a soggetti terzi, estranei all’amministrazione. Tenendo conto che la ristrutturazione dell’ex Frumentaria sta terminando, ora dovremo solo decidere quali servizi trasferirvi».
Quanto ad Osea, che si fonderà con Rete, l’intenzione del Comune è prendere in affitto alcuni locali di proprietà della partecipata, ora lasciati liberi dalla Provincia in seguito al ridimensionamento dell’ente, in modo da trasferirci altri servizi che non troverebbero posto all’ex Frumentaria.
«Osea ha i bilanci in pareggio – aggiunge Notari – ma parte delle entrate deriva proprio dagli affitti. La Provincia ha lasciato i locali di via Mazzini e di via San Pietro Martire. Prendendoli noi in affitto, eviteremo di pagare il canone a soggetti estranei all’amministrazione ed eviteremo ad Osea un calo dei ricavi». L’annunciato “trasloco” dei servizi comunali, inoltre, sarà parte di un più ampio progetto che sta coinvolgendo piazza Prampolini, avviato con il bando per l’affidamento dei locali del cosiddetto “km 129” (vinto dal Caffè Europa) e dall’apertura, sempre in locali comunali, del nuovo ristorante in galleria Santa Maria: due operazioni che, in termini di affitto, frutteranno al Comune una cifra pari a circa 77 mila euro l’anno.
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