Gazzetta di Reggio

Reggio

Il migliore antifurto sono i gruppi Facebook

di Martina Riccò
Il migliore antifurto sono i gruppi Facebook

Sempre più colpi sventati grazie alla comunicazione sui social network e alla partecipazione collettiva

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REGGIO EMILIA. Sono nati per raccogliere foto e ricordi dei tempi andati, ma adesso i gruppi Facebook “Sei di... se...” si sono trasformati in piazze virtuali in cui i cittadini si scambiano informazioni e segnalazioni per tenere lontani dal proprio paese ladri e malviventi.

Un sistema di autodifesa dai tratti sia tecnologici, dato che per questo fine vengono usati social network e applicazioni su smartphone, sia antichi, poiché le comunicazioni su Facebook e Whatsapp hanno portato a un riavvicinamento tra le persone e alla riscoperta del buon vicinato.

Il caso più eclatante è quello di Montecchio, dove la cittadina Valeria Zivieri ha dato vita a una vera e propria comunità di “controllori”. Gli oltre duecento membri (tra l’altro in continuo aumento) si tengono costantemente in contatto sul gruppo “Montecchio Emilia Sicura” e sulla chat di Whatsapp intitolata, non a caso, “Strade sicure”.

«Chi decide di partecipare al progetto – spiega la stessa ideatrice – dà la disponibilità a guardarsi intorno mentre si reca al lavoro, va a prendere un gelato, porta a spasso il cane. Il nostro compito è quello di osservare, nel pieno rispetto della privacy altrui, quello che succede in paese e, se ci si imbatte in qualcosa di strano, segnalarlo al gruppo in modo che si possa organizzare una verifica. Se effettivamente si tratta di una situazione di pericolo chiamiamo immediatamente i carabinieri e ci facciamo da parte per non intralciarli». Non si tratta di ronde, dunque, ma semplici passeggiate con le quali, però, i cittadini si stanno via via riappropriando del proprio paese.

«Due settimane fa – racconta la Zivieri – grazie ai nostri “giretti” qualcuno dei nostri ha notato un’auto parcheggiata con due tizi sospetti a bordo, abbiamo chiamato il 112 e così abbiamo aiutato i carabinieri a sventare un furto. Qualche giorno prima, sempre su nostra segnalazione, i carabinieri hanno sequestrato un’automobile rubata, che sul portapacchi aveva una scala. Proprio quella notte, dopo aver divelto un cancello, alcuni ladri hanno provato a rubare in casa di un cittadino».

Ma grazie alle segnalazioni in presa diretta sul web, anche i cittadini di altri comuni hanno potuto tirare – almeno in qualche caso – un sospiro di sollievo.

Una settimana fa, per esempio, una coppia di anziani residente a Cavriago ha ricevuto la spiacevole visita di una banda di malviventi che, dopo essere entrata da una finestra aperta, ha razziato tutti i gioielli d’oro (ricordi di una vita) che vi erano gelosamente custoditi. Appena scoperto il furto, il figlio delle vittime ha scritto un post di allarme su Facebook, permettendo ai compaesani di correre ai ripari e tenere gli occhi aperti.

Su “Sei di Cadelbosco se...”, invece, una cittadina ha raccontato, praticamente in diretta, di essere scampata a una truffa, mettendo sull’attenti tutto il paese. Grazie alla sua segnalazione, tanti altri cittadini hanno evitato di aprire la porta ai finti tecnici di Iren, mandando in fumo il progetto dei due malintenzionati. Sempre grazie a Facebook, inoltre, i diversi comuni si stanno scambiando sempre più idee e consigli su come affrontare i ladri. Perché la sicurezza, in fondo, non ha confini.

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