Gazzetta di Reggio

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Incendiati due escavatori nella notte

di Martina Riccò
Incendiati due escavatori nella notte

Montecchio: il rogo è stato appiccato venerdì alle 23.30 nel piazzale di una ditta. Indagano i carabinieri

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MONTECCHIO. Si è sentito un forte odore di gas e plastica bruciata, e poi le sirene dei vigili del fuoco. Venerdì sera, poco prima delle 23.30, due escavatori hanno infatti preso fuoco in via Gondar a Montecchio, poco distante dalla birreria La Greppia.

Immediato l’arrivo sul posto dei carabinieri della stazione di Montecchio e di due squadre dei vigili del fuoco, che si sono messe subito all’opera per spegnere le fiamme. Nonostante il loro pronto intervento, però, le due ruspe parcheggiate nel piazzale di una ditta sono rimaste gravemente danneggiate.

Il New Holland 305 di proprietà dell’azienda Rcm di Ramiseto è andato completamente distrutto nella parte anteriore (vanio motore e cabina comandi); del New Holland 205 di proprietà della ditta Inertide di Reggio Emilia, invece, è bruciata solo la cabina comandi.

Sulla vicenda i carabinieri hanno avviato le indagini, coordinate dalla Procura reggiana, per accertare con chiarezza quanto accaduto.

L’ipotesi più plausibile, anche se le cause dell’incendio sono ancora al vaglio degli inquirenti, è che le fiamme siano state appiccate volontariamente. Nonostante non siano state trovate tracce di liquido infiammabile, infatti, le due ruspe erano parcheggiate a una certa distanza l’una dall’altra: anche ammesso che una delle due abbia preso fuoco per un cortocircuito, dunque, le fiamme non avrebbero potuto raggiungere l’altro escavatore.

E anche se per ora non si può parlare di rivendicazione o regolamento di conti, non non si può non pensare al lungo elenco di roghi che hanno rischiarato le notti montecchiesi in questi ultimi anni.

L’ultimo incendio appiccato risale al 30 gennaio, quando i vigili del fuoco erano stati chiamati in via Pascoli per domare le fiamme che stavano avvolgendo un autocarro di un artigiano lattoniere. Il rogo, nonostante l’intervento dei pompieri, aveva distrutto la cabina di guida del veicolo. L’autocarro, di proprietà della ditta Tecnotetto di Bibbiano, era in uso a un artigiano comasco.

Solo due ore più tardi, davanti al numero civico 24 di via Al Forte era divampato un altro incendio: la Fiat Stilo di un reggiano era rimasta completamente distrutta mentre l’auto che era parcheggiata accanto a quella incendiata – una Chevrolet Matiz – aveva subìto danni ingenti su una fiancata.

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