Jobs Act, affondo Cgil: «A Reggio i furbetti degli sgravi fiscali»
Mora: «Licenziano e riassumono per ottenere agevolazioni», nel mirino del sindacato la Movimoda con sede a San Polo
REGGIO EMILIA. Dalla Cgil regionale li chiamano i “furbetti del Jobs Act”: aziende che, anche attraverso incentivi in uscita, licenziano i propri dipendenti spesso con contratto a tempo indeterminato, salvo poi reintegrarli a tempo determinato in un’altra azienda che svolge le stesse mansioni. Poi, terminati sei mesi, si torna al tempo indeterminato, ottenendo in questo modo fino a 8 mila euro all’anno di sgravi fiscali (per un totale di tre anni) assicurati dal Governo con la legge di Stabilità.
Due i casi sollevati dalla Cgil in Emilia. Fra questi, anche una società reggiana, la Movimoda con sede a San Polo, che avrebbe messo in pratica questo meccanismo attraverso la costituzione di una nuova società, la MMOperations srl. L’altra società si trova nel Piacentino. Un meccanismo duramente contestato dal segretario provinciale Cgil, Guido Mora, che parla di una «distorsione del mercato del lavoro che, purtroppo, con il Jobs Act era facilmente prevedibile».
«I provvedimenti del governo – afferma Mora – agevolano, stimolano e in qualche modo spingono ad una sorta di sostituzione dei rapporti di lavoro. Lo abbiamo detto sin da subito: il tratto caratterizzante del provvedimento è l’esonero contributivo per i nuovi assunti. Un elemento che non avrebbe provocato una crescita aggiuntiva dell’occupazione, ma che invece avrebbe facilmente stimolato la sostituzione di rapporti di lavoro in essere, potenzialmente a tempo indeterminato, con nuovi rapporti di lavoro che per poter ottenere sgravi contributivi devono passare attraverso l’interruzione di un rapporto di lavoro stabile e l’attivazione di un contratto precario, i famosi sei mesi a termine. Poi si torna alle tutele crescenti» .
Casi del genere, secondo il segretario provinciale Cgil, sono più diffusi di quanto si creda «soprattutto per imprese di facchinaggio e logistica, in cui il costo del lavoro pesa su percentuali in media intorno all’80% sul totale delle attività»: «Sappiamo che nel mondo delle imprese c’è un gran fermento per capire come riuscire ad ottenere gli sgravi fiscali attraverso comportamenti strumentali».
Ed è per questo motivo che dalla Filt-Cgil reggiana, la federazione dei trasporti, stanno cominciando un vero monitoraggio per cercare di quantificare le dimensioni del fenomeno nella nostra provincia.
«Con questi meccanismi non si crea nuova occupazione, ma solo una trasformazione dei contratti - afferma Luca Marchesini della Filt-Cgil reggiana - crediamo che si tratti di operazioni border line».
Ma da Movimoda non ci stanno. E, di fronte ai rilievi della Cgil, replicano che il loro operato è indirizzato alla creazione di posti di lavoro. «Noi stiamo andando in controtendenza – afferma Antonio Orsino, funzionario commerciale di Movimoda – il nostro obiettivo è quello di creare nuovi posti di lavoro utilizzando personale diretto, senza ricorrere a terzi. Credo che il nostro operato in questo senso, attraverso la MmOperations, sia da vedere in realtà come un elemento positivo». (e.spa.)
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