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Nel ’44 la sanguinaria rappresaglia tedesca un Comitato si batte per non dimenticare

Nel ’44 la sanguinaria rappresaglia tedesca un Comitato si batte per non dimenticare

Era il 20 marzo 1944 quando i soldati della divisione tedesca Hermann Göring saccheggiarono e incendiarono Cervarolo, un piccolo borgo di montagna immerso nella natura, dove uccisero 24 civili, tra...

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Era il 20 marzo 1944 quando i soldati della divisione tedesca Hermann Göring saccheggiarono e incendiarono

Cervarolo, un piccolo borgo di montagna immerso nella natura, dove uccisero 24 civili, tra cui il parroco, un paralitico e un disabile. Quel tragico giorno, i soldati tedeschi trucidarono e poi bruciarono con la benzina, nell'aia del paese, i fratelli Egisto e Marco Alberghi di 18 e 26 anni, i fratelli Alfredo, Emilio e Giacomo Alberghi di 58, 60 e 65 anni. Con loro furono uccisi Mauro Alberghi (69), Cesare Borea (84), Adolfo Croci (43), Ennio Costi (45) assieme al figlio Lino (20), Remigio Fontana (82), Armido Ferrari (18), Paolo Fontana (67), Amerigo Genesi (60), Sebastiano Maestri (68), don Giovanni Battista Pigozzi di 63 anni, Gaetano Paini (75) assieme al figlio Pio (42), Antonio Rovali (84), paralitico, e i suoi figli Italo e Celso di 17 e 48 anni, Dino Tazzioli (24), Agostino Vannucci (58) e il figlio Giovanni (34). Dal 2008 il Comitato – presieduto da Italo Rovali (foto) – si batte per avere giustizia.

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