Gazzetta di Reggio

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VILLA MINOZZO

Strage di Cervarolo, il comitato incalza la Germania

di Tiziano Soresina
Strage di Cervarolo, il comitato incalza la Germania

I familiari delle vittime tornano all’attacco per i risarcimenti. Il presidente Rovali: “Chiediamo due milioni di euro e la casa della memoria nell’aia dove vennero uccisi 24 innocenti”

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VILLA MINOZZO. Ventiquattro innocenti trucidati per rappresaglia dai nazisti a Cervarolo il 20 marzo 1944, poi un lungo assurdo silenzio su così tanto sangue versato finchè cinquant’anni fa la scoperta del cosiddetto “armadio della vergogna” (contenente gli atti sugli eccidi in Italia, ben 400...) che permetterà di incardinare una serie di processi, fra cui quello sulla strage avvenuta nel nostro Appennino, chiusosi nel 2011 con la condanna all’ergastolo di sette gerarchi tedeschi nonché al pagamento – da parte della Germania – dei risarcimenti provvisionali (ai familiari delle vittime) in quanto corresponsabile morale di quel tragico evento.

Oltre settant’anni stracolmi di sofferenze, rimasti come un marchio indelebile nella gente della montagna, eppure la parola “fine” non è stata ancora messa e ci riferiamo ovviamente ai risarcimenti. Lo Stato tedesco ha cercato di sfuggire alla sentenza del tribunale di Verona, rivolgendosi alla Corte dell’Aja che ha sostenuto come la Germania dovesse essere immune dalle decisioni giudiziarie pronunciate fuori dai propri confini, ma i giudici del tribunale internazionale sono rimasti sbigottiti che i parenti delle stragi naziste non avessero mai ricevuto un risarcimento.

Da qui il mandato a Italia e Germania di trovare un accordo – un “equo risarcimento” – a cui ha dato ancora più sostanza la sentenza della Corte costituzionale che non ha avuto dubbi nel sancire che lo Stato tedesco è tenuto a risarcire le vittime e i loro parenti per le azioni che i soldati nazisti commisero in Italia durante la Seconda guerra mondiale.

Passaggi giudiziario-politici di livello internazionale che hanno fatto trascorrere altri quattro anni dalla sentenza di Verona e non ha certo aiutato la “mossa” della Germania di proporre l’edificazione di un monumento a Berlino in ricordo delle vittime degli eccidi.

Le aspettative a Cervarolo sono ben altre ed ora sono confluite in una ben precisa proposta che l’avvocato Italo Rovali (parte civile ma soprattutto vera “anima” del Comitato dei familiari delle vittime della strage) sta per depositare a Roma, al ministero degli Esteri.

Due le richieste economiche: 2 milioni di euro per liquidare, subito, i risarcimenti sanciti dalla sentenza di Verona; 150mila euro per l’edificazione – a Cervarolo – di una casa della memoria in cui conservare oggetti d’epoca, documenti, fotografie, libri, videotestimonianze, filmati.

Tutto ciò potrà rientrare nella controproposta tedesca di 4 milioni di euro (uno all’anno) per sostenere progetti di carattere storico-commemorativo? «Il nostro sogno è una casa in sasso – spiega Italo Rovali – nel cuore del borgo, significativamente a ridosso dell’aia in cui avvenne l’eccidio. Un luogo, come Casa Cervi, in cui gli studiosi o le tante persone che vengono a visitare i nostri luoghi carichi di storia possano trovare quanto raccolto in questi anni, soprattutto nell’ottica di arrivare al processo. Vi sono pochi esempi come il caso-Cervarolo, in cui la verità processuale ha coinciso con la verità dei fatti. Ma vogliamo giustizia fino in fondo per i nostri morti – conclude – la Germania non può pensare di risarcirci solo con dei monumenti».

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