Gazzetta di Reggio

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Trovata in montagna una farfalla rara a rischio estinzione

di Luca Tondelli
Trovata in montagna una farfalla rara a rischio estinzione

Villa Minozzo: l’hanno scoperta le Guardie ecologiche È la prima specie protetta rinvenuta in provincia di Reggio

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VILLA MINOZZO. La biodiversità è un patrimonio difficile non soltanto da quantificare, ma anche da conoscere nel dettaglio, specie in un territorio che ne è molto ricco. Succede anche in Appennino, dove nei giorni scorsi il Raggruppamento Guardie Giurate Ecologiche Volontarie ha individuato la presenza di una farfalla molto rara. «Proprio mentre l’Appennino reggiano diventa bene dell’Unesco – spiega la presidente del raggruppamento reggiano Maria Luisa Borettini – i volontari Ggev hanno fornito un’ulteriore prova della straordinaria biodiversità della nostra provincia, con una scoperta che ripaga l’impegno di tutto il raggruppamento anche per la tutela di questa grande ricchezza. I volontari da anni sono impegnati in ricerche sulla fauna del nostro Appennino».

In questa epoca storica in cui la ricerca scientifica non è una priorità, il volontariato può effettivamente diventare un supporto per chi la scienza la vive anche come una passione. «Il dottor Massimo Gigante – conferma la Borettini – è ormai un riconosciuto esperto di fauna cosiddetta minore, cioè anfibi, rettili, invertebrati, e svolge le sue importanti ricerche anche come volontario, accompagnando un gruppo di Ggev in esplorazioni diurne e notturne, in torrenti, grotte, sassaie o prati di montagna».

Del gruppo fanno parte tra gli altri Giuseppina Schenetti, Lorena Lugari, Antonio Manini, ma  anche Alma Armini, Lorenzo Benelli , Ezio Paolini, Enrico Biagini. «Martedì scorso – prosegue la presidente – Massimo Gigante e Remo Prati, di Toano, hanno individuato, in una zona montana del Comune di Villa Minozzo, proprio nella prateria sommitale di un monte che non citiamo per evitare disturbo alla specie, almeno quattro esemplari di mnemosine da pochissimo sfarfallati. Si tratta in pratica di una nuova scoperta, una farfalla mnemosine (Parnassius mnemosyne L.) molto rara, parente stretta del più comune apollo (Parnassius apollo L.). Entrambe sono lepidotteri diurni appartenenti alla famiglia Papilionidae».

Le foto della farfalla sono state subito mostrate all’entomologo e studioso di lepidotteri Fernando Menozzi che ha esultato per l’importante ritrovamento e si è congratulato per la preziosa scoperta.

Oltre alla mnemosine sono stati fotografati anche altri lepidotteri molto rari e poco comuni come il bel geometride Pseudopanthera macularia,che non era ancora stato rinvenuto nel reggiano. Si tratta della prima segnalazione certa per la nostra provincia di una specie rara a livello regionale e particolarmente protetta dalla legge sulla fauna minore. La farfalla mnemosine si distingue dagli altri Parnassius della fauna italiana per l’assenza di ocelli rossi sulle ali e per la minore apertura alare.

Le ali sono bianche con alcune macchie nere; le nervature sono nere. Compie una sola generazione all’anno e i suoi bruchi neri con macchie laterali gialle si sviluppano su piante selvatiche del genere Corydalis (Papaveraceae). È una specie talmente rara da essere «assolutamente protetta» dalle norme comunitarie quali la Convenzione di Berna e la direttiva habitat 92/43 della Comunità Europea. È minacciata dalla scomparsa del suo habitat – le praterie e i pascoli di alta quota – a causa del progressivo avanzamento degli arbusteti e boschi.

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